Esplosa dopo un articolo di Sudpress la vicenda della società partecipata dal comune di Catania Investiacatania, in liquidazione dal 2011, che è arrivata a perdere circa 900 mila euro e continua a macinare spese per compensi al suo Liquidatore Francesco Marano e a sindaci, consulente e revisore legale, emerge adesso la questione dei compensi incassati proprio dal liquidatore che i consiglieri del gruppo “Con Bianco per Catania” hanno dichiarato “inferiori a quelli delle precedenti gestioni”, ma a quanto pare…

Siamo partiti dalla scoperta, nel mare magno delle follie gestionali del comune di Catania, (oggi finito nel dramma del dissesto e si comincia a capire perché e per colpa di chi), dell’esistenza di una società partecipata che ogni anno perde la bellezza di 100 mila euro per pagare amministratori e banche.

Ci siamo tornati per raccontare la “stranezza” del presidente del suo collegio dei revisori dei conti Fabio Saccuzzo che veniva arrestato lo scorso giugno e di cui nessuno sapeva niente e rimaneva tranquillamente in carica, per di più subito diffidandoci per averlo scritto.

Abbiamo continuato a seguire con l’audizione in commissione Partecipate cui il Liquidatore Francesco Marano, presentandosi proprio con Saccuzzo, ha dato chiarimenti che non hanno molto convinto la commissione.

E adesso, come spesso accade, sono i comunicati che giungono alle redazioni a sollecitare curiosità su fatti già oggetto di narrazione.

In questo caso è la posizione assunta da due consiglieri del gruppo “Con Bianco per Catania”, Daniele Bottino e Lanfranco Zappalà, subito scesi in campo a difendere la gestione di Investiacatania da parte dell’ex esperto dell’ex sindaco Bianco Francesco Marano.

Infatti, il 19 settembre  scorso emanano un comunicato in cui, tra le altre cose, dichiarano: È utile anche sottolineare come il compenso del Liquidatore attuale sia inferiore a quelli delle precedenti gestioni.” 

Sarà anche “utile”, ma a quanto pare non corrisponde al vero.

Non è stato facile reperire l’atto in cui tale compenso veniva fissato, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Nel verbale dell’assemblea straordinaria dei soci del 17 gennaio 2014, redatto dal notaio Giuseppe Lombardo, nella parte in cui si nomina Liquidatore Francesco Marano,  si legge testualmente: “nominare quale unico liquidatore con ogni più ampio potere il comparente MARANO Francesco, sopra generalizzato, determinando sin d’ora il compenso del medesimo nella misura prevista dall’art.30 del Decreto del Ministero della Giustizia 2.9.2010 n. 169, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale R.I. n. 242 del 15.10.2010 (e quindi mantenendo lo stesso compenso a suo determinato per il liquidatore oggi cessato).”

Deve sottolinearsi che la parte tra parentesi è proprio contenuta nel verbale, a scanso di equivoci.

Al momento non è chiaro se siano stati rispettati i limiti imposti dalla norma citata, ma essendoci ben 3 revisori, un consulente ed un revisore legale c’è da credere che abbiano ben controllato, del resto la società, in liquidazione, è arrivata ad una perdita secca di “appena” 700 mila euro, quindi il comune e i catanesi possono stare tranquilli.

E poi, se lo dicono i consiglieri del gruppo “Con Bianco per Catania”, che in questi giorni sul dissesto ne stanno dicendo di ogni, possiamo stare tranquilli tutti.

Dubbi che forse potranno essere affrontati nell’assemblea dei soci convocata per questo pomeriggio, venerdì 16 novembre, alle 16.30 a Palazzo degli Elefanti.

Il sindaco Pogliese ha delegato a presenziare il vice sindaco assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi ed all’ordine del giorno troviamo due punti: 1) Comunicazioni del Liquidatore; 2) Illustrazione e discussione delle misure e delle iniziative sollecitate nella lettera del Comune di Catania inviata ad Investiacatania il 15 ottobre 2018.

Sarà questa probabilmente la sede per chiarire che non corrisponde al vero quanto circola come voce che il compenso che si è liquidato  Marano non solo sia stato notevolmente superiore a quanto percepito dal precedente Liquidatore (oltre il 50% in più), ma anche non conforme all’art.30 del Decreto del Ministero della Giustizia 2.9.2010 n. 169, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale R.I. n. 242 del 15.10.2010.

E magari anche chiarire qualche altra cosetta e, soprattutto, fare in modo che questo ennesimo salasso finisca.