Ieri ci siamo ricordati della Perla Jonica e oggi approfondiamo sperando che qualcuno se ne occupi davvero. Entro il 31 luglio 2018, data già prorogata, doveva essere presentata la rendicontazione finale! Nel 2016, in rapida successione, l’allora deputata catanese Giulia Grillo presentava ben 3 interrogazioni sul caso Perla Jonica gestita dalla ITEM amministrata dal catanese Salvo La Mantia per conto dello sceicco Bin Hamed Alhamed. Competente era il ministero per lo Sviluppo Economico, allora retto da Carlo Calenda, che delegava a rispondere i viceministri Ivan Scarfalotto e Teresa Bellanova. Le risposte confermavano già da allora le “criticità” del caso, dichiarando superati i termini imposti per le rendicontazioni. Giulia Grillo si è sempre dichiarata insoddisfatta delle risposte. Oggi Giulia Grillo è al governo e ministro responsabile allo Sviluppo Economico è il vice premier Luigi Di Maio. I testi integrali delle interrogazioni con le relative risposte: interessanti!

La prima interrogazione è datata 19 febbraio 2016 ed è la n.5-07844.

L’iter risulta concluso con la risposta del vice ministro Scalfarotto e la replica della prima firmataria Giulia Grillo che invita il governo a maggiori chiarimenti sull’uso dei fondi pubblici e ad incrementare i controlli.

Nell’interrogazione Grillo chiede chiarimenti circa l’attività ispettiva cui sarebbe tenuta la sociatà pubblica Invitalòia che ha concesso alla ITEM amministrata dal catanese Salvo La Mantia ben 24 milioni di euro a fondo perduto.

In particolare, in base al decreto, Invitalia sarebbe obbligata a trasmettere apposite relazioni sullo stato dei lavori al Ministero dello Sviluppo Economico ogni anno entro il 30 giugno ed il 31 dicembre, sino al compimento dell’opera.

Il vice ministro Scalfarotto, in data 20 aprile 2016, conferma le criticità denunciate dalla deputata Grillo e segnala informazioni ricevute da Invitalia che riscontra documentazione parziale ottenuta da ITEM che comunque, a quella data, non ha ancora presentato alcuna certificazione circa lo stato di avanzamento lavori e nonosante ciò ha chiesto ed ottenuto anticipazioni di fondi pubblici per oltre 7 milioni di euro.

A distanza di qualche mese, la deputata Grillo torna sul caso con un altra interrogazione, la 5-08925 , con la quale chiede se sono state attivate le procedure per verificare se esistessero ancora le condizioni per il mantenimento delle agevolazioni pubbliche.

Il vice ministro Scalfarotto ribadisce le criticità precedenti, aggravate da un sequestro nel frattempo operato dalla Procura di Catania, dando atto dell’imminente scadenza di una proroga di termini concessa da Invitalia che aveva in corso l’esame di documentazione inviata da ITEMper ulteriori dilazioni.

Dalla risposta si evince che il termine finale per la rendicontazione dell’opera, che quindi a quella data doveva essere ultimata, è il 31 luglio 2018!

Anche in questa occasione l’interrogante Grillo si dichiara insoddisfatta della risposta fornita dal governo che non esibisce le informazioni fornite da ITEM ed il presidente d’aula Epifani interviene sottolineando quanto sia importante tenere alta l’attenzione su queste vicende.

Ultima interrogazione, sempre a firma Giulia Grillo è del 19 ottobre 2016, la 5-09829.

Grillo continua a chiedere informazioni che non arrivano e copia delle relazioni obbligatorie di Invitalia che continuano ad essere omesse. Grillo denuncia anche di aver effettuato un accesso agli atti nella sua qualità di parlamentare della Repubblica Italiana presso il ministero dello Sviluppo Economico  e poi presso la stessa Invitalia ed entrambi avevano opposto diniego ritenendo la deputa soggetto non qualificato in quanto non titolare di interesse diretto!

In ogni caso, anche in questa risposta viene confermato che tutti i termini sono superati ed il ministero non è in grado di fare alcuna previsione circa la definizione dell’opera né fornire informazioni esaustive sullo stato della pratica, segnalando la carenza delle informazioni frnite da ITEM a Invitalia.

Anche in questo caso Giulia Grillo si dichiara insoddisfatta della risposta del ministero: “Stigmatizza, in particolare, l’impossibilita` per un parlamentare di accedere alla documentazione relativa ai finanziamenti concessi da Invitalia, società a totale partecipazione pubblica, trattandosi oltretutto di somme assai rilevanti. Manifesta stupore per il finanziamento del piano dello sceicco Hamed Bin Ahmed al Ahmed, per l’importo di 24 milioni di euro da parte del Monte dei Paschi di Siena.”

Quindi, la rendicontazione finale doveva essere presentata entro il 31 luglio 2018 e, ad oggi, non si ha alcuna notizia circa la sorte di 24 milioni di fondi pubblici oltre alle altre decine concessi dal Monte Paschi che come sappiamo…

Insomma, una vicenda assurda che diventa di rilevanza nazionale e che adesso trova direttamente responsabili le stesse forze politiche che così attentamente avevano posto in sede parlamentare la questione: adesso le risposte devono darle loro.

Rapidamente.

Interrogazione 5-07844 del 19.2.2016 con risposta e replica.

Interrogazione 5-08925 del 21.6.2016 con risposta e replica.

Interrogazione 5-08929 del 21.6.2016 con risposta e replica.