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Guardia di Finanza

Scandalo dialisi: arrestato altro dirigente medico del Vittorio

Si tratta di Gaetano Romeo, dirigente medico in servizio presso il Reparto di Nefrologia e Dialisi presso l’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania. L’indagine Bloody Money condotta dal GICO della Guardia di Finanza prosegue e non si escludono ulteriori sviluppi.

L’indagine centrata sul mondo della dialisi ha già visto l’applicazione di misure restrittive – confermate dal Tribunale del Riesame di Catania – nei confronti di tre imprenditori, Francesco Messina Denaro, Salvatore Guarino e Carmelo Papa, due dirigenti medici, Giorgio Leone ed Elvia Sicurezza e l’infermiere Emanuele Giuseppe Di Mauro oltreché il commissariamento giudiziale di due società private.

Lo scenario – che vede il personale medico coinvolto profittare del rapporto diretto instaurato con persone affette da patologie nefrologiche e bisognose di terapia dialitica per orientare l’invio di pazienti verso centri dialisi privati nei quali gli stessi hanno diretti interessi economici – si arricchisce, dunque, di ulteriori indagati.

Nello specifico il medico nefrologo Gaetano ROMEO procedeva a sviare i pazienti, molti dei quali assegnati al medico per la trattazione ambulatoriale della patologia, presso “Le Ciminiere s.r.l.”, di cui aveva acquisito in modo occulto una quota sociale, e presso il Centro “Delta s.r.l.” del quale il coniuge è intestatario di quote.

Le attività hanno consentito di accertare la sussistenza di un sistema consolidato all’interno del quale i medici già coinvolti nell’indagine, alcuni dei quali in servizio presso i medesimi nosocomi pubblici, rispondevano ad una logica di “equa” ripartizione dei pazienti presso le diverse cliniche private in cui vantano interessi economici, in ossequio ad un accordo pianificato che, peraltro, li metteva al riparo da reciproche iniziative di denunce, rendendo il sistema criminale difficilmente accessibile.

Nelle prossime settimane non si escludono ulteriori sviluppi atteso che la Procura ha delegato al GICO della Guardia di Finanza mirati accertamenti e approfondimenti finalizzati alla compiuta individuazione dei sanitari coinvolti nelle attività illecite, nonché verifiche specifiche volte ad individuare ulteriori modalità con cui le strutture private si sono, nel tempo, assicurati l’approvvigionamento dei pazienti, verosimilmente mediante il riconoscimento non solo di quote societarie ma anche mediante l’elargizione di somme di denaro correlate all’invio di ogni singolo paziente. 



4 commenti

  1. Giuseppe Condorelli

    Dall’articolo mi sembra capire che quando vuole, e se vuole, la Guardia di Finanza è in grado di ‘scoprire’ quote occulte di società che dispensano esami strumentali e terapie. Dovrebbero farlo sistematicamente e tanta sporcizia sarebbe spazzata via. Il mio è un discorso generale e non riferito al caso specifico.

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  2. Hercule Poirot

    Come non esistono Scuole, ma Maestri, allo stesso modo non esiste Guardia senza i Generali.
    A buon intenditore….

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  3. enzo messina

    Certo non piangeremo lacrime amare per quei medici “non colleghi” che ingrossano i loro conti correnti con azioni così vergognose. Tanti ancora dovrebbero essere “accalappiati” poiché ricevono nei loro ambulatori privati e non rilasciano alcuna ricevuta, dopo essere pagati profumatamente. Non sono contenti dei loro dignitosi stipendi…tutti i loro soldi li porteranno con loro in paradiso!

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  4. alfa

    Faccia tosta per faccia tosta, io chiedo sempre la fattura per potere scaricare la spesa , con l’alternativa di pagare in contanti , ad esempio euro 80 anzicchè euro cento, e così via . C’è sempre la scusa di non avere contanti e mostrare il carnet.

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