Gara da 350 milioni deserta per quarta volta. Rossella Pezzino de Geronimo, amministratore unico del colosso di settore Dusty aveva avvertito sin dall’inizio ed in tempi non sospetti che si sarebbe a sbattere. Ora invece tutto diventa molto, ma molto sospetto, tanto da indurre la manager a porre “una domanda, appunto, da 350 milioni: ma perché hanno insistito con questo bando?” E intanto la città è nelle condizioni cui assistiamo e il servizio ultra milionario viene costantemente prorogato ad aziende con interdittive antimafia e coinvolte in pesanti indagini giudiziarie che hanno già coinvolto fedelissimi del sindaco Bianco. La gara deserta ha sùbito provocato pesanti reazioni da destra, con Salvo Pogliese, alla Sinistra Italiana che ha inviato un esposto all’ANAC che a sentire l’assessore D’Agata è la vera responsabile, con i suoi “suggerimenti”, di quanto sta accadendo: e dire che al suo vertice su 5 componenti ben due sono catanesi, Michele Corradino e Ida Nicotra che il giornale proverà a contattare per chiarire, se possibile, il tenore di questi “suggerimenti” forniti all’amministrazione Bianco.

Sin dalla pubblicazione del primo bando una delle maggiori imprese del settore, la Dusty, era intervenuta pubblicamente denunciando, del tutto inascoltata, le incongruenze che avrebbero portato alla gravissima situazione in cui ci si trova adesso: avevano pienamente ragione, bisogna darne atto, e probabilmente c’è dell’altro a ben considerare le indagini che in parte sono già state rese pubbliche con la decapitazione niente meno che della Ragioneria Generale dell’amministrazione Bianco.

In esito all’inutile spirare dell’ultimo termine, Pezzino de Geronimo pone anche la questione della raccolta differenziata che vede Catania agli ultimi posti della classifica nazionale, con gravi ripercussioni per la città ed un enorme aggravio economico per i cittadini, considerato che presto non sarà possibile conferire in discarica l’intera massa di rifiuti indifferenziati: ennesimo disastro.

Mentre per l’assessore al ramo Saro D’Agata, che tra appalti rifiuti e ricovero cani vanta probabilmente il più clamoroso ricorso a proroghe milionarie del mondo, il problema sarebbe causato principalmente da qualche cittadino “extracomunale” che getta la sua spazzatura in maniera indisciplinata, cominciano ad intervenire le forze politiche.

Marcello Failla per Sinistra Italiana: “Ancora una volta la gara d’appalto per la gestione dei rifiuti a Catania è andata deserta. Nessuna impresa ha presentato un’offerta a causa di un capitolato ritenuto irrealistico ed antieconomico. Era avvenuta la stessa cosa nelle precedenti gare tenutesi il 13 settembre 2017 e l’11 gennaio 2017 ed il 13 febbraio 2018. Ogni famiglia catanese continuerà a pagare circa 100 euro l’anno in più un servizio di raccolta e spazzamento rifiuti pessimo ed inefficiente. Sinistra Italiana riporterà questo scandalo a livello nazionale, presentando un esposto all’ANAC e chiedendo al presidente Cantone se corrisponde a verità che la stessa ANAC avrebbe consigliato per la gestione di rifiuti catanesi, una trattativa privata per 350 milioni di euro. Sarebbe l’unico caso in Europa.”

L’eurodeputato e candidato sindaco Salvo Pogliese: “Per la quarta volta la gara da circa 350 milioni di euro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Catania è andata deserta. Siamo ormai alle comiche finali, con la città costretta a subire un servizio radicalmente inadeguato in eterna prorogatio. L’unico modo per voltare pagina su tale imbarazzante questione è voltare definitivamente pagina sull’amministrazione Bianco, deludente su tutti i fronti in maniera radicale. Serve scegliere, ovviamente con modalità pubblica e oltremodo trasparente”, ha proseguito Pogliese, “intanto uno studio specializzato in progettazione di gare d’appalto, per fare elaborare un bando con un capitolato e un conto economico che funzionino. Altro aspetto importante, è indicare obiettivi precisi e penali eque. Bisogna che un servizio così vitale per una città, soprattutto delle dimensione di Catania, sia affidato con una gara a regola d’arte, che metta in grado di partecipare e contendere fra loro competitor seri e tecnologicamente all’avanguardia”.

Intanto, per chi ha bisogno di “suggerimenti intelligenti” l’indirizzo mail dell’ANAC è: protocollo@pec.anticorruzione.it