Della serie: “Questi sono pazzi”, ormai abbiamo deciso di dedicare un’apposita rubrica a questa massa di incapaci ancora in giro. Che continuano spudoratamente a giocare sulla pelle dei siciliani. Il fatto: la prima commissione Affari Istituzionali non ha ancora ratificato, dopo mesi, la nomina del CdA di Riscossione Sicilia perché si è scoperto che la consigliera Gaetana Palermo, nominata pare su indicazione diretta del presidente dell’ARS Gianfranco Miccichè, consigliera comunale e già assessore di Forza Italia ad Enna, non avrebbe i requisiti e persino qualche problema giudiziario. Ma veramente sono così scemi?

Di Riscossione Sicilia le cronache, di tutti i tipi e di tutti i giornali, si occupano da anni.

Circa 700 persone a rischio ed il paradosso che il riscossore delle tasse possa fallire: cose che solo nella Sicilia dell’epoca degli inconcludenti al potere si possono immaginare.

Si pensava di aver raggiunto il massimo con i mentecatti di prima, ma quanto pare l’immobilismo riesce a produrre quanto meno gli stessi danni.

Soprattutto quando vi sono sanzioni per l’esercizio scriteriato e beceramente clientelare dei poteri di nomina: chi sbaglia le designazioni, quanto meno dovrebbe andare a casa per primo!

L’ultima riguarda la ratifica della nomina dell’ultimo Consiglio d’Amministrazione di Riscossione Sicilia nominato ad inizio luglio dal governo Musumeci e in queste ore al vaglio della Commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea Regionale che a quanto pare ha evidenziato un bel problemino.

La Commissione deve infatti esprimersi sulla congruenza dei requisiti dei designati all’incarico.

Su due nomi si era persino gridato quasi alla meraviglia per essere riusciti a coinvolgere in questa impresa disperata di salvare Riscossione due personalità di assoluto rilievo e prestigio quali l’avvocato Vito Branca ed il fiscalista Massimo Giaconia, entrambi con curricula difficilmente eguagliabili.

Il terzo nome risultava praticamente sconosciuto e la lettura dei precedenti biografici non consentiva di rinvenirne i motivi di questo delicato incarico se non nel comune impegno in Forza Italia al fianco del presidente dell’ARS Micciche.

Ma tant’è, si sarà riflettuto, con due colossi di quelli, la terza poteva anche mettersi li ad imparare senza troppi danni.

E invece, a quanto pare, è proprio questa nomina a rischiare di bloccare tutto perché, a parte l’assenza di requisiti, e non sarebbe certo la prima volta, ci sarebbero anche dei problemi giudiziari e persino un rinvio a giudizio con dichiarazioni mendaci.

Insomma, roba alla Totò, non foss’altro perché non si capisce che ci sta a fare e che pagano a fare chi dovrebbe istruire certe pratiche.

Oggi pomeriggio, alle 15, la Commissione riprenderà la patata bollente e potrebbe intanto salvare la capra confermando la nomina dei due accreditati Branca e Giaconia, consentendo loro di insediarsi e cominciare a lavorare sin da subito per scongiurare l’imminente tracollo.

I cavoli magari se li risolverà chi ha avuto la dabbenaggine di mettere il governo regionale e l’intera Sicilia in questa faccenda miserabile sol per dare qualche posticino.