Il nuovo Governo Regionale, tramite l’Assessore alla Salute Ruggero Razza, pochi giorni prima della fine del 2017, il ventisette dicembre, comunica la temporanea sospensione delle autorizzazioni già rilasciate per l’avvio delle procedure di attribuzione degli incarichi di direzione di strutture complesse, nell’ambito del riassetto della rete ospedaliera che non era stato possibile completare a causa della conclusione della legislatura. A Catania però, questa comunicazione evidentemente non dev’essere mai arrivata, o almeno non a Giorgio Santonocito, Commissario dell’Azienda Sanitaria Garibaldi, che il 5 di gennaio, appena nove giorni dopo, con una delibera, approva proprio lo schema di avviso per il conferimento degli incarichi di Direttore dei Dipartimenti Aziendali

A ben vedere, sembra che tale scelta vada palesemente contro una precisa direttiva del nuovo governo regionale, peraltro fatta pochi giorni prima e per far si che il procedimento di riassetto della sanità isolana, approvato mesi fa possa in qualche modo riprendere il suo corso. Nella missiva inviata ai direttori generali e ai commissari di aziende sanitarie, aziende ospedaliere, Arnas e Irccs Bonino Pulejo, infatti, l’assessore alla Sanità Ruggero Razza scrive che “l’iter per la modifica del progetto di riordino della rete ospedaliera (con la conseguente riduzione delle Unità Operative Complesse ndr) proposta dall’assessore pro tempore e condivisa dalla Giunta regionale il 12 settembre 2017, non è stato completato a causa della fine della legislatura“.

Quindi lo stesso assessore nella medesima direttiva stabilisce la sospensione temporanea dell’autorizzazione a all’avvio di procedure di conferimento di incarichi “per il tempo necessario alla definizione del progetto di riordino della rete attraverso le modifiche ritenute indispensabili che saranno, nel più breve tempo possibile, oggetto delle valutazioni del Governo regionale e quindi trasmesse alle competenti commissioni dell’Ars per l’approvazione”. E, dulcis in fundo, al fine di assicurarsi che le sue disposizioni vengano rispettate, come si legge in calce, l’assessore Razza conclude scrivendo di rimanere “in attesa di un cortese accenno di riscontro e adempimento”.

Insomma, una disposizione che non lascia adito ad altre interpretazioni.

Perfetto, come non detto! Il Commissario Santonocito invece fa tutt’altro. E, in scadenza di mandato, coadiuvato dal Direttore Sanitario Anna Rita Mattaliano e dal Direttore Amministrativo Giovanni Annino, decide, non curandosi evidentemente di quanto stabilito da Palermo, di avviare le procedure di nomina interna dei direttori, con tanto di requisiti, punteggi, qualifiche, anzianità ed esperienza dirigenziale.

D’altro canto, non è la prima volta che Giorgio Santonocito assume decisioni quantomeno inopportune. A maggio del 2016 infatti, conferì un incarico da quarantamila euro all’ex assessore Valentina Scialfa, senza selezione ma con una semplice proroga e con i pareri favorevoli sempre dei direttori Annino e Mattaliano.

Infine, il caso più recente, avvenuto ad aprile del 2017, con il conferimento di incarichi legali da parte di Santonocito allo studio legale in cui esercita la professione forense, la sua compagna, Loredana Zappalà.

Bisognerà capire adesso quale sarà il provvedimento che l’assessore Razza vorrà assumere di fronte a quanto accaduto, se questo avviso “garibaldino” potrà essere reso nullo anche in vista del fatto che se il progetto di riordino della rete dovesse subire modifiche, tale avviso sarà praticamente da rifare. Con buona pace di chi vi avrà, forse inutilmente, partecipato.