Si nascondevano tra le case popolari. L’operazione della Squadra Mobile di Catania per bloccare gli affari del clan Santapaola-Ercolano nello spaccio di marijuana e cocaina. Ecco la descrizione completa dell’attività criminale e le dichiarazioni salienti fatte nel corso della conferenza stampa ufficiale.

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 24 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio delle medesime sostanze, con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis 1 c.p. ed al fine di agevolare l’organizzazione mafiosa denominata Cosa nostra, clan Santapaola – Ercolano– gruppo di Picanello.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. di Nesima hanno riscontrato l’esistenza di una “piazza di spaccio” operativa nel popolare rione di San Giovanni Galermo, nella zona settentrionale della città di Catania.

In particolare, sono stati individuati tre distinti gruppi, tutti facenti capo alla criminalità organizzata, operativi nella più grande “piazza di spaccio” dell’hinterland catanese, insistente all’interno di un complesso di edilizia popolare, la cui naturale posizione privilegiata e la particolare architettura, con i suoi anfratti e le numerose vie di fuga, hanno favorito la lucrosa illecita attività di vendita di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina.

Più nello specifico, le tre diverse piazze di spaccio che sono state individuate fanno capo rispettivamente a: Eugenio Minnella, Alessandro Tomaselli e Giuseppe Bellia.

Tra queste solo ad una è attribuita anche dall’aggravante mafiosa, difatti è stato appurato che Eugenio Minnella stesse portando avanti l’attività criminale anche per conto del suocero Marco Battaglia, noto narcotrafficante classe 1969, attualmente detenuto. Come spesso avviene, anche in questo una parte dei proventi delle attività illecita è stata destinata alle spese legali e di mantenimento in carcere dell’affiliato.

E in questo caso l’affiliazione non lascia spazio a dubbi: fa sicuramente capo all’organizzazione mafiosa denominata Cosa Nostra, Clan Santapaola – Ercolano, gruppo di Picanello.

La vendita di stupefacenti avveniva secondo una prassi ben precisa: nei pressi di Via Capo Passero c’erano delle “vedette”, comuni alle tre diverse aree di spaccio, in grado di avvisare i pusher veri e propri della presenza di forze dell’ordine.

E’ stato appurato che una giornata di “lavoro” di questo tipo fruttasse ai criminali addetti alla distribuzione una cifra compresa tra i 100 e i 200 euro al giorno, a seconda che si desse la disponibilità per mezza giornata o a “tempo pieno”.

La vendita della droga avveniva “alla luce del sole”, i pusher si avvicinavano alle automobili degli acquirenti, e da una semplice busta di plastica prelevavano le sostanze stupefacenti. Addirittura certe volte si formava una sorta di fila di macchine di “clienti”, come dimostrano anche le riprese effettuate dalla Squadra Mobile di Catania.

Durante la conferenza stampa odierna le forze dell’ordine hanno messo in evidenza diversi aspetti importanti della vicenda.

In primo luogo Antonio Salvago, capo della Squadra Mobile di Catania, ha sottolineato come la messa in sicurezza delle zone di Librino e San Giovanni Galermo rappresenti la priorità in questo momento.  L’obiettivo è quello di restituire un territorio allo stato, alla legalità e alla città intera. “Lo sapete, abbiamo lavorato molto su San Cristofaro, ed è cambiato completamente, adesso è tempo di lavorare allo stesso modo su San Giovanni Galermo”, queste le sue dichiarazioni salienti.

Inoltre una riflessione interessante è stata portata alla luce dalle parole del Procuratore Capo Carmelo Zuccaro, che ha puntualizzato come queste cellule criminali siano favorite anche dalla mancanza di un tessuto sociale volto a coinvolgere i giovani, e fino a quando non si svilupperanno iniziative di questo tipo situazioni del genere sono destinate a ripresentarsi, anche per via della mancanza di vere alternative alle attività illegali.

“Purtroppo quello che noi facciamo è soltanto un lavoro di contrasto, ma finchè non vengono rimosse quelle situazioni di disagio sociale e culturale che riguardano questa città, la criminalità organizzata potrà continuare a pescare nei serbatoi inesauribili di manovalanza delle sacche ai margini della società, e questo fenomeno purtroppo non può essere contrastato in forma repressiva da parte della magistratura” queste le parole di Carmelo Zuccaro.

Un esempio di quanto i giovani siano purtroppo stati coinvolti in queste attività criminali si può notare dalla lista delle persone tratte in arresto: difatti ci sono ben 10 ragazzi nati a partire dal 1994 fino ad arrivare al 1999.

La più piccola degli indagati è sicuramente Luana Battaglia, figlia di Marco Battaglia, che nonostante la sua giovanissima età svolgeva un ruolo di vedetta.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

1.    AIELLO Concetto(cl. 1970), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
2.    BELLIA Giuseppe(cl.1995), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
3.    CASTAGNA Orazio(cl.1993);
4.     CORSARO Andrea(cl.1989);
5.     DI MAURO Simone(cl.1998);
6.     FERRO Emanuel Kevin(cl.1997),pregiudicato già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
7.     FINOCCHIARO Francesco(cl.1993), pregiudicato;
8.     MINNELLA Claudio Natalizio(cl.1966), pregiudicato,
9.     MINNELLA Eugenio(cl.1991), pregiudicato;
10.  MUSUMECI Salvatore(cl.1996), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
11.  PREVITE Massimiliano(cl.1994), pregiudicato;
12.  SAPUPPO Santo(cl.1996);
13.  SCALIA Carmelo(cl.1992), pregiudicato;
14.  SPAMPINATO Jonathan(cl.1994), pregiudicato;
15.  SPARACINO Damiano(cl.1991), pregiudicato;
16.  SPERANZA Angelo(cl.1997) pregiudicato;
17.  TOMASELLI Alessandro(cl.1976),pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
18.  TUDISCO Francesco(cl.1980), pregiudicato;
19.  VECCHIO Alessandro(cl. 1988), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
nei confronti dei quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere;

20.  AIELLO Vincenza(cl.1981);
21.  BATTAGLIA Luana(cl.1999);
22.  CALABRETTA Andrea(cl.1982), pregiudicato;
23.  CASTORINA Giovanni(cl.1998);
24.  RAINERI Pietro Alessio(cl.1995);
nei confronti dei quali è stata disposta la misura degli arresti domiciliari;