È una full immersion nella passione per la Libertà chiacchierare con l’attrice Paola Pace, che ha deciso di riportarci alla memoria una delle figure femminili più straordinarie del ‘900 letterario. E tutta catanese Goliarda Sapienza, nata e cresciuta a San Berillo, in quella che una volta era piazza Delle Belle e che adesso, finalmente, porta il suo nome: un’autrice, un’artista, una donna che è riuscita a viaggiare oltre ogni convenzione, persino oltre l’elettroschok. Uno spettacolo da non perdere: sabato 24 e domenica 25 novembre al Piccolo Teatro della Città di Catania via Ciccaglione.

Quando le si chiede un ricordo, Paola alza gli occhi per andare a cercarlo per poi lasciarlo correre in un effluvio di passione.

Non l’avevamo mai incontrata prima eppure appena entrata è subito di casa riempiendone lo spazio, si racconta senza sofismi, senza divismi: è attrice nel sangue, si sente.

Ci affascina l’idea di un’artista che nel 2018 ripesca una personalità così controversa come Goliarda Sapienza per riportarla all’attenzione magari dei più giovani, quelli che non sanno cosa abbia significato nel ‘900 combattere per la propria libertà, per l’indipendenza, contro ogni schema, ogni convenzione, pagandone prezzi altissimi ma rimanendo sempre se stessa.

Altro che!

Bellissimo pomeriggio, intervista lunga, lo sappiamo, di quelle che non si mettono sulle testate giornalistiche “perché il lettore si scoccia”, ma siccome noi siamo rimasti rapiti e per omaggio a Goliarda che merita di essere conosciuta e raccontata, l’abbiamo si montata ma messa quasi tutta, perché ne vale la pena.

È stata coraggiosa Paola Pace a mettere in scena questo testo, scritto con la giornalista Francesca Joppolo, di certo non consueto, lontano anni luce dalle marchette commerciali che riempiono quel che resta del Teatro contemporaneo.

Infatti, e lo inseriamo subito prima di entrare nel vivo dell’intervista sullo spettacolo, chiediamo a Paola di lanciare un piccolo messaggio sul “Teatro Indipendente”, ridotto allo stremo da una politica culturale barbara:

Paola viene a contatto con Goliarda alla fine degli anni ’90, mentre sta girando il film Malena con Giuseppe Tornatore. Tra gli attori ve n’è uno che la incuriosisce perché durante le pause si metteva da solo a scrivere su un taccuino: era Angelo Pellegrino, il vedovo di Goliarda che ne ha sempre mantenuto vivo il ricordo e le chiede di farne alcune letture.

Paola resta folgorata da quelle pagine e comincia un’avventura che la porta ad immedesimarsi nello spirito autentico di quella rivoluzionaria, cresciuta negli anni 40 e 50 del ‘900 in una casa di San Berillo, con genitori fenomenali che l’avevano trasformata in una sorta di “comune” punto di riferimento di artisti ed intellettuali.

La controversa figura di Goliarda Sapienza, attrice e scrittrice siciliana la cui opera è stata finalmente riscoperta e valorizzata dopo la sua scomparsa avvenuta nel 1996, è al centro dello spettacolo Goliarda music-hall di Paola Pace, prodotto da Golden Show, che andrà in scena al Piccolo Teatro della Città sabato 24  (ore 21) e domenica 25 novembre(ore 18), nell’ambito della stagione teatrale impaginata dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale.

Paola Pace, protagonista della messa in scena al fianco di Giovanni Rizzuti, firma anche la drammaturgia insieme a Francesca Joppolo; le canzoni anarco-socialiste sono eseguite dal vivo da Marcello Savona e Maria Piazza; le scene sono di Fabrizio Lupo con la collaborazione di DIPA (Accademia di Belle arti di Palermo); i costumi di Dora Argento e le luci di Roberto Zorzut.

Lo spettacolo – diviso in cinque brevi capitoli, chiuso ciascuno da una canzone della tradizione anarco-socialista dei primi del Novecento – si ispira al romanzo Il filo di mezzogiornodi Goliarda Sapienza e ci trascina nel labirinto interiore vivace e colorato, drammatico e ironico, maldestro e poetico della scrittrice, nel quale appaiono, rievocati, i fantasmi di: Maria Giudice, la madre rivoluzionaria; il padre, l’avvocato socialista Sapienza, detto “l’avvocato dei poveri”; i numerosi fratelli e sorelle; Modesta, la “carusa” monella e libera; Nica, la sorellina avventurosa dei bassi catanesi; Enzo, Tuzzu e gli altri. Storie stravaganti, folli, eccitate o malinconiche, che attraversano, oltre alle pagine de Il filo di mezzogiorno, gli altri testi di Goliarda Sapienza L’Arte della gioia, Ancestrale ed Elogio del barfatti rivivere attraverso l’interpretazione di Paola Pace.
Goliarda music-hall è anche una fondamentale seduta terapeutica con lo psicoanalista, grazie al cui metodo, “scandaloso e carnale”, Goliarda guarì.

È il delirio post-elettroshock, è un soliloquio affastellato di fantasmi reali o sognati, che appaiono e scompaiono come gli spiriti dei morti. È, infine, il letto sfatto di una notte insonne durante la quale Goliarda incomincia a scrivere furiosamente poesie, accompagnata da una musica interiore che la farà danzare e vivere con gioia tutta la vita, fino in fondo, senza menzogna.

Vero e proprio caso letterario, Goliarda Sapienza (1924 – 1996) è tra le più note e amate scrittrici italiane del secondo Novecento. Artista poliedrica, è stata attrice di teatro e di cinema, autrice di numerosissimi testi in prosa e in poesia ancora in corso di pubblicazione.

Tutte le sue opere sono contraddistinte dalla tensione inesausta alla libertà e dall’esercizio del desiderio come dato costitutivo della soggettività: dalla sperimentale e innovativa Lettera apertadel 1967, passando per Il filo di mezzogiornodel 1969 dedicato alla psicoanalisi, ai romanzi sull’esperienza del carcere L’università di Rebibbia(1983) e Le certezze del dubbio(1987), per arrivare infine a L’arte della gioia, pubblicata postuma nella versione integrale del 1998, romanzo che attraversa il secolo scorso con grande originalità d’invenzione e una rivoluzionaria protagonista, Modesta.

Insomma, evviva la nostra Goliarda Sapienza, la sua libertà, forza e indipendenza ed evviva a chi ci ricorda, con un teatro indipendente ed impegnato, che esistono figure straordinarie che possono indicare una strada in tempi troppo bui e conformisti.

Bravi!


Goliarda music-hall

di Paola Pace
da Il filo di mezzogiorno eL’Arte della gioia, Ancestrale, Elogio del bardi Goliarda Sapienza
drammaturgia Francesca Joppolo e Paola Pace
consulenza letteraria Angelo Pellegrino
con Paola Pace e Giovanni Rizzuti
canzoni anarco-socialiste cantate dal vivo Marcello Savona e Maria Piazza
scenografia Fabrizio Lupo con il contributo di Dipa
assistenti alla regia e scenotecnici Lorenzo Pileri e Iolanda Bologna
costumi Dora Argento
luci Roberto Zorzut
regia Paola Pace
produzione Golden Show

 

Catania, Piccolo Teatro della Città – via Ciccaglione 29

sabato 24 novembre ore 21
domenica 25 novembre ore 18
Prezzo biglietto 20 euro

Botteghino 095-530153