A quasi un anno di distanza da promesse e progetti riguardo le verifiche di vulnerabilità sismica delle scuole catanesi ancora siamo in alto mare e tutto procede a rilento. Per ora solo quattro scuole verranno affidate a ditte che eseguiranno tali verifiche e sono la Deledda, la De Roberto, la De Amicis e la Don Milani. Quando? Ancora non si sa. Il problema sembrerebbe sempre lo stesso: dal Comune segnalano una scarsità di fondi, ma la situazione pare essersi sbloccata proprio in questi giorni. Ad ogni modo, chissà quando gli edifici scolastici saranno a prova di terremoto dato che Catania è la città a più alto rischio sismico d’Italia a causa della faglia siculo-maltese

A gennaio 2017 il Comune annunciò che erano stati selezionati 10 edifici scolastici per le verifiche tecniche di vulnerabilità sismica. Allora la direzione dei lavori pubblici venne affidata all’ingegnere Corrado Persico in collaborazione con l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Bosco.

Ecco gli istituti scolastici prescelti: Italo Calvino in via Quartararo e in via Laurana, Vespucci in via Zappalà Gemelli, Livio Tempesta in via Plaia e in via Gramignani, Montessori in via Bainsizza, San Giovanni Bosco in via della Cernaia, Parini in via Pernet, Vittorino Da Feltre in viale Felice Fontana e Malerba in piazza Pergolesi.

Solo lo scorso 30 giugno, dopo ben cinque mesi, è stato nominato come RUP, il responsabile unico del procedimento, Salvatore Fiscella ed è stato costituito il gruppo di lavoro per l’esecuzione delle verifiche tecniche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. La nomina fu propedeutica allavvio delle procedure indispensabili per la definizione delle verifiche tecniche di alcune scuole, ma soltanto la metà di quelle individuate: la Mario Rapisardi di via Aosta, la Livio Tempesta di via Playa e di via Gramignani, la Don Milani di via Quartararo, la Malerba di piazza Pergolesi e la scuola Parini in via Pernet.

Ma guardando nel sito del Comune di Catania si trovano solo delle determine del 13 settembre  per sole quattro scuole, ancora meno dunque, finalizzate all’affidamento dell’esecuzione delle indagini per le verifiche di vulnerabilità sismica, progettazione definitiva dei lavori di miglioramento strutturale e adeguamento antisismico e sono: il plesso De Roberto in via Confalonieri assegnato alla ditta Sigeo Drilling per 8.843 euro; la Don Milani va alla ditta Geo Service per 8.905 euro;  la Deledda affidata al Consorzio Stabile Medil per 8.118 euro; la De Amicis con la ditta Centro Idro Geo Tecnico per 9.312 euro.

Ricordiamo che queste quattro scuole fanno parte di un altro elenco stabilito a fine 2016 per interventi antisismici secondo il Programma Triennale Opere Pubbliche per le quali vennero stanziati 14 milioni e 670 mila euro. L’ex assessore ai Lavori Pubblici Luigi Bosco allora dichiarò che si trattava di un processo molto lungo.
Ecco le scuole: l’Istituto Comprensivo De Roberto, via Confaloniari; l’Istituto Comprensivo Deledda, piazza Montessori; l’Istituto Comprensivo Parini, via S. Quasimodo; il Circolo Didattico De Amicis, via Merlino; il Circolo Didattico Nazario Sauro, via Teseo; l’Istituto Comprensivo Coppola, via Ammiraglio Caracciolo; l’Istituto Comprensivo Coppola, via Medaglie D’oro; l’Istituto Comprensivo D’Annunzio Don Milani, via Brindisi; l’Istituto Comprensivo D’Annunzio Don Milani, via Ferro Fabiani; l’Istituto Comprensivo  San Giorgio, Stradale S. Giorgio.

Bene, tanti elenchi, molta confusione e poche certezze: a parte i quattro istituti oggetto delle delibere di settembre, per le altre neanche a parlarne. E siamo ancora alla fase delle verifiche!

Salvatore Marra, tecnico del Comune di Catania che attualmente si sta occupando del rischio sismico degli edifici scolastici, prova a spiegare: “Ci vuole un po di tempo per individuare gli operatori economici che sono interessati ad effettuare le verifiche –afferma a Sudpress-. Proprio in questi giorni è stato approvato l’assestamento di bilancio e in ragioneria mi hanno assicurato che la prossima settimana faranno le opportune modifiche di bilancio approvate e immediatamente dopo faremo partire le notifiche per far eseguire queste indagini”.

“Il problema, in questo periodo, è stato semplicemente una questione di disponibilità economica in uno specifico capitolo di bilancio –continua l’ingegnere- Ora è stato risolto, quindi penso che la settimana prossima faremo l’invio delle note per l’affidamento di queste indagini”.

Ma non erano stati stanziati 14 milioni e 670 mila euro in base al Programma Triennale Opere Pubbliche? Insomma le solite incertezze su risorse e tempistiche, unico dato certo il rischio sismico a cui ancora oggi sono soggetti gli edifici scolastici.