In redazione cominciamo a non contare più i casi svelati da Sudpress che finiscono sotto la scure del giudice penale: festeggeremo solo quando il numero delle condanne di cattivi amministratori supererà quello delle decine di querele temerarie che subiamo costantemente e per le quali finalmente cominciamo, grazie all’indefesso lavoro del nostro avvocato Emanuela Fragalà, ad ottenere il risarcimento per il tempo che fanno perdere a noi ed alla Giustizia. Guarda caso l’ultima che ci hanno notificato ci è stata intentata da uno degli odierni imputati: un caso che, mentre gli altri dormivano e oggi copiano e incollano, abbiamo raccontato nel lontano 2015.

A processo vanno l’ex direttore generale dell’ARNAS Garibaldi Giorgio Santonocito, gli attuali direttore amministrativo Giovanni Anninno e direttore del personale Gaetana Bonanno e l’ex direttore sanitario Anna Rita Mattaliano.

A parte la Procura rappresentata dal Pubblico Ministero dr. Alfio Gabriele Fragalà, unica a costituirsi parte civile l’associazione dei consumatori CODACONS con l’avvocato Giovanni Petrone e rappresentata in giudizio dall’avvocato Gaetano Sardella.

Giorgio Santonocito

Il difensore dell’imputato Giorgio Santonocito, il prof. Giovanni Grasso, aveva chiesto l’esclusione del CODACONS ma il giudice Maria Ivana Cardillo ha respinto l’istanza accogliendo le ragioni dell’associazione ammettendola come parte offesa in rappresentanza dei consumatori per come previsto nel suo statuto.

Santonocito, che è stato anche Ragioniere Generale dell’amministrazione Stancanelli al comune di Catania, ha chiesto il rito abbreviato accolto dal Giudice che ne ha così stralciato la posizione rinviandolo all0udienza già fissata per il prossimo 1 aprile 2020 ore 12 aula 3: e non è un pesce d’aprile.

Per inciso, dopo la direzione generale del Garibaldi, Santonocito è stato nominato dal governo Musumeci direttore generale dell’ASP di Agrigento dalla quale si è recentemente dimesso per andare a ricoprire l’incarico di direttore generale all’ASL5 di Roma Tivoli, nominato dal presidente Zingaretti nonostante il parere contrario della Commissione Regionale Sanità.

Giovanni Annino

Anna Rita Mattaliano

Gaetana Bonanno

Gli altri andranno a rito ordinario con Annino e Mattaliano entrambi difesi dall’avv. Carmelo Peluso e Bonanno difesa dall’avvocato Attilio Floresta: per tutti e tre i rispettivi difensori hanno chiesto il non luogo a procedere ma la giudice Cardillo al temine della Camera di Consiglio conclusasi alle 16.50 li ha rinviati tutti a giudizio.

Al centro della vicenda l’incarico di “medico competente” da 40 mila euro l’anno conferito e poi prorogato all’ex assessore della giunta Bianco Valentina Scialfa.

Lo abbiamo raccontato a suo tempo e ci annoia ripeterci: pur avendo titolo per fare copia e incolla quanto meno di noi stessi, invitiamo chi continua ad aver voglia di comprendere i meccanismi del potere catanese ad andare a rileggersi gli originali che riportiamo in calce. È sempre più interessante leggere e rendersi conto di quanto questo giornale riesce a pubblicare mentre in troppi dormono.

Sperando anche che, prima o poi si accorcino, i tempi della giustizia, magari potenziandone gli uffici con maggiori risorse, perché è proprio nei suoi tempi troppo lunghi che si consolidano e reiterano condotte che, sommate, procurano danni irreversibili alla Comunità.