Qualche giorno fa una notizia di cronaca ci ha riportato indietro nel tempo e lo abbiamo voluto scrivere, a futura memoria. Una memoria a quanto pare condivisa, che si arricchisce del contributo di Vito Branca che riceviamo e pubblichiamo,  con il consiglio anche di interessanti letture. Sempre a futura memoria, non si sa mai che i corsi e i ricorsi…

Io sono un “meno giovane”, decisamente meno giovane, che quella tragica stagione l’ha attraversata con coscienza e consapevolezza.
Per questo desidero offrire un contributo  a coloro che vogliono approfondire il tema di quei difficilissimi anni e di quelle drammatiche pagine della nostra recente storia suggerendo la lettura e la visione di:
-Il Pistarolo di Marco Nozza, il primo grande giornalista italiano di inchieste;
-La Forza della Democrazia. La Strategia della Tensione in Italia 1969 1976  di Corrado Stajano, l’autore di “Un Eroe Borghese” dedicato alla figura di  Giorgio Ambrosoli; 
-Piazza Fontana 12 dicembre 1969 il giorno dell’innocenza perduta di Giorgio Boatti;
-Depistaggi. Da Piazza Fontana alla Stazione di Bologna. autori vari
-La Notte della Repubblica, documentario di Sergio Zavoli in versione integrale su Raiplay  (lavoro fondamentale ed a mio avviso imperdibile)
-Romanzo di una Strage film di Marco Tullio Giordana
Ma l’utilizzazione degli anarchici, all’epoca ancora ingenuamente idealisti e pertanto facilmente infiltrabili da provocatori, a fini diversivi non ebbe grande successo poichè la morte di Giuseppe
Pinelli e la monumentale innocenza di Pietro Valpreda provocarono l’abbandono di tale tattica dopo la strage di Piazza Fontana ed il modello non venne più replicato.
Al riguardo è necessario ricordare che si era negli anni della guerra fredda e dei blocchi di nazioni facenti capo alla NATO ed al Patto di Varsavia e l’Italia, considerata il ventre molle del blocco occidentale, divenne il terreno di scontro fra servizi segreti ed apparati, regolari e deviati, di varie nazioni i quali si dettero ad una autentica guerra civile a bassa intensità utilizzando,a proprio piacimento,il terrorismo nero e rosso di casa nostra.
Fino a giungere all’attentato a Papa Wojtyla del maggio 1981 che è stato,a mio avviso, la punta massima della stagione della destabilizzazione del nostro paese, nei cui cieli, non dobbiamo dimenticarlo, appena un anno prima, nel mese di giugno del 1980,si era svolto impunemente uno scontro fra aerei da combattimento che provocò la distruzione di un DC9 dell’Itavia che volava sopra Ustica con la morte di 81 persone.
Per chi non vuole dimenticare suggerisco di fermarsi davanti alla lapide che ricorda Giuseppe Pinelli,posta nell’aiuola di Piazza Fontana di fronte alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, poichè da quel luogo tutto ha avuto inizio e la parola “fine”, forse, non è stata ancora scritta.