Sacchetti di organico, pannolini, vecchi indumenti, stracci, legna, e addirittura divani in bella mostra proprio sul marciapiede: è ancora caos rifiuti per le strade del centro storico, specialmente in alcuni punti dove da mesi si sono formate delle micro discariche e si tratta delle centralissime via Grotte Bianche e via Sisto, la parallela di via Pietro Toselli. Il tutto mentre la differenziata è ai minimi storici con percentuali da terzo mondo che non arrivano nemmeno a due cifre

Così siamo di fronte a risultati catastrofici della “differenziata”conseguenza inevitabile di un sistema che non funziona: l’importantissima gara per la gestione dei rifiuti è andata ancora una volta deserta e l‘appalto ponte da 11 milioni di euro per 106 giorni, aggiudicato al raggruppamento di imprese Senesi Ecocar, è stato rinnovato già due volte che è il limite massimo. Sembra proprio che alla super gara da 350 milioni di euro le ditte non abbiano voluto partecipare denunciando anomalie e irregolarità che ruotano attorno alla gara d’appalto e che vanno da sanzioni mai applicate a collusioni con la mafia.

A tal proposito l’azienda Dusty di Rossella Pezzino De Geronimo ha sollevato alcune criticità della gara che avrebbero così determinato l’impossibilità di parteciparvi per aziende “sane”. E’ palese che qualcosa non va!

La gestione o meglio mala gestione di questo servizio è stato messa in atto, se così si può dire, a macchia di leopardo e non in tutta la città, la maggior parte dei cassonetti sono stati rimossi e la gente non vuole tenersi la spazzatura per giorni e giorni in casa: il risultato? I rifiuti vengono gettati, in maniera incivile, in quelli che sono ormai diventati dei punti strategici per accumulare spazzatura da parte dei cittadini. Così montagne di rifiuti maleodoranti fanno indignare i catanesi rispettosi.

“È una vergogna, una vera inciviltà, che figura ci facciamo con i turisti? –esordisce la il signor Luigi- Passo spesso da via Grotte Bianche per andare a fare la spesa alla fiera e tutte le volte è sempre la stessa storia: montagne di rifiuti ovunque. Non se ne può più. Ho contattato più volte il Comune per segnalare la cosa, ma mi rispondono sempre che non ci sono mezzi o personale sufficiente per rimuovere tutto tempestivamente, perché non bastano le risorse economiche”.

“Ora, dico io, dopo che pago circa 1200 euro all’anno di tassa sui rifiuti, e come me molte altre persone, com’è possibile che non hanno mai i soldi? –si chiede il signore- Che cosa ci fanno con quelli ricavati della tassa dei rifiuti? Dove vanno a finire? E poi la differenziata è una presa in giro, e i risultati sono questi infatti. È solo fumo negli occhi per tenere buoni i cittadini. Del turismo dell’Isola non gliene importa a nessuno!”

“A Milano funziona così: -conclude indignato il signor Luigi- Negli androni dei palazzi sono state installate delle specie di piccole casette chiuse con all’interno i vari contenitori della differenziata e così in strada rimane tutto pulito: ma cosa ci vuole a fare questo anche a Catania. E senza andare tanto lontano, nei Paesi Etnei, come Mascalucia o Nicolosi, è tutto pulito e la differenziata funziona. Tra l’altro, che si differenzia a fare se poi in tutta la Sicilia non ci sono abbastanza impianti di compostaggio? Dovrebbero esserci molti più impianti. E’ ovvio che in queste condizioni la spazzatura non verrà mai smaltita correttamente e si è costretti a portarla fuori. Ma che si parla a fare se è palese che ci sono degli interessi economici sotto!”.

Effettivamente le considerazioni del signor Luigi non sono del tutto infondate: a Catania, dopo la chiusura dell’impianto di Ramacca risalente alla scorsa estate, ne è attivo solo uno, quello di Grammichele. Nel resto delle Sicilia, dopo la chiusura di quello di Joppolo Giancaxio, che risale allo scorso anno, e di quello di Sciacca, avvenuta di recente, se ne conterebbero soltanto 3: Gela, Marsala e Trapani.

Dunque, considerata la quantità di rifiuti organici prodotti quotidianamente e il sistema di gestione che fa acqua da tutte le parti, la “questione rifiuti” in Sicilia sembra essere destinata a peggiorare.