Da gennaio dello scorso anno a dicembre 2017, la raccolta differenziata a Catania è precipitata dal già misero 11,5% ad un pessimo 8,1% e in tutto lo scorso anno il mese migliore è stato proprio gennaio. E non solo. Tra i comuni della Sicilia, a quanto pare Catania si piazza all’ultimo posto in assoluto mentre piccoli centri come Belpasso, superano dio gran lunga il capoluogo. I dati sono quelli forniti dallo stesso Comune di Catania al vicepresidente vicario del Consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono che da mesi denuncia una situazione disastrosa. Con l’ultima notizia dell’ennesima gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti andata deserta c’è da rimanere attoniti

Che a Catania la raccolta dei rifiuti sia fallimentare non lo dicono purtroppo soltanto i dati. Basta fare un giro per la città per vedere sacchetti dell’immondizia sparsi ovunque sui marciapiedi, sulle strade. Vuoi per l’inciviltà di molti catanesi, vuoi per il servizio, a Catania l’immondizia è diventato un problema insormontabile. E anche la raccolta differenziata fa acqua da tutte le parti. Di quell’agognato 33% di cui aveva parlato l’assessore all’Ecologia Rosario D’Agata, da raggiungere “nei primi tre mesi” dell’appalto ponte in vigore da maggio, resta soltanto il sogno. E non parliamo dell’obiettivo previsto dalla legge del 65%, praticamente impossibile da conseguire con l’attuale sistema.

Adesso la gara deserta è una notizia che lascia sgomenti, anche perché l’appalto ponte da 11 milioni di euro per 106 giorni aggiudicato al raggruppamento d’imprese Senesi Ecocar, è stato rinnovato già due volte, il limite massimo previsto. Se la mega gara da 350 milioni di euro non è stata giudicata interessante e conveniente dalle ditte anche le più navigate, tanto da non avervi partecipato e anzi aver denunciato stranezze, come la Dusty di Rossella Pezzino, evidentemente viene più di un sospetto che ci sia qualcosa che non va.

E in tutto questo la percentuale della raccolta differenziata continua a sprofondare con dati più che scadenti che farebbero impallidire qualsiasi amministrazione degna di questo nome.

Bisognerà capire adesso quali provvedimenti vorrà prendere il sindaco Bianco e la sua giunta per far fronte a quella che rischia di diventare una vera e propria emergenza ambientale, nonostante le innumerevoli denunce e gli allarmi lanciati e colpevolmente inascoltati, da mesi.