E’ una battaglia particolarmente dura quella che i 105 lavoratori del bacino prefettizio stanno combattendo ormai da settimane per ottenere l’agognata assunzione di tutti e non soltanto dei 21 ai quali è stato garantito il posto di lavoro. Con ben quattro gare andate deserte a causa dell’inadeguatezza dell’Amministrazione Bianco di bandirne inspiegabilmente almeno una con criteri evidentemente attrattivi per le aziende, tra proteste, sit-in, occupazione dell’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti con relative minacce di gettarsi dai balconi, e gli impegni sterili del sindaco ai quali gli stessi sindacati hanno creduto, la situazione non è cambiata. Anzi se fosse possibile è anche peggiorata. Così i netturbini sono tornati in piazza Duomo per urlare a gran voce al primo cittadino -nel frattempo sotto torchio alla Corte dei Conti a Palermo- che ancora una volta, la sua promessa “non è stata mantenuta”

Le ennesime rassicurazioni del sindaco Bianco, ormai sempre più in difficoltà, cadono nel vuoto e a ricordarlo, inesorabilmente, sono gli stessi sindacati che, nonostante le foto di questi giorni alle solite, inutili inaugurazioni in campagna elettorale con il primo cittadino uscente e ricandidato, devono arrendersi all’incapacità di un’Amministrazione non in grado di rispondere alle necessità di una città che in cinque anni ha trascinato sull’orlo del baratro.
“Mercoledì scorso –scrivono Cgil, Cisl, Uil,  Ugl, USB,  Confsal Snalv di Catania- l’assunzione di soli 21 operai del bacino prefettizio igiene ambientale, avrebbe dovuto essere bloccata per avviare finalmente l’assunzione dell’intero gruppo dei 105 lavoratori che attende da mesi. Lo aveva assicurato il sindaco Bianco, ma la promessa non è stata mantenuta”.
“I lavoratori oramai non possono più contare sulla Naspi (la disoccupazione ordinaria)” quindi ai segretari generali di tutte le sigle sindacali coinvolte nella vertenza, non è rimasto altro da fare che organizzare un ennesimo sit in di fronte al Municipio, in piazza Duomo.
“Il clima che si respira tra i 105 è molto teso e i sindacati temono che possa generare nuove, eclatanti proteste fuori controllo nei prossimi giorni”, si legge ancora nel comunicato.
“Il tempo degli incontri istituzionali senza risultati è finito” scrivono poi i segretari di Cgil, CISL, UIL, Ugl, USB,  Confsal Snalve “e mentre da un lato il confronto informale con le aziende commissariate Seneco che partecipano alle gare – che continuano ad andare deserte- sembra avviarsi, rimane “incresciosa la mancanza di dialogo soddisfacente con i commissari delle aziende”.
“Perché gli impegni presi dal Comune non sono state mantenuti? Perché si insiste sulla formula delle assunzioni a pacchetti di ventuno operai alla volta?
Da un lato abbiamo operai in attesa di essere riammessi al lavoro, dall’altro lato i pochi in servizio sono oberati, non hanno ferie e lavorano in uno stato di stanchezza eccessiva che può incidere non solo sulla qualità del servizio ma anche sulla sicurezza stessa del loro operato. La città intanto è sporca -ammettono in conclusione- con microdiscariche che si moltiplicano. Stiamo vivendo tutti un paradosso non degno di una città civile“.