Che in città la raccolta dei rifiuti lasciasse molto a desiderare ce ne eravamo accorti in molti e Sudpress in quest’ultimo anno lo ha documentato continuamente, con servizi pubblicati almeno una volta a settimana. Sacchetti lasciati qui e lì, piccole discariche nate in piano centro, rifiuti di ogni genere, e purtroppo non più soltanto cartacce e cicche di sigarette, lasciati a marcire per strada. Insomma, una situazione davvero disastrosa, e adesso capiamo anche perché. Anche quei pochi controlli che venivano effettuati, e la conseguente scoperta dei disservizi, venivano messi a tacere dai funzionari infedeli procurando così alla ditta, scrivono i magistrati, un “ingiusto profitto patrimoniale stante, invero, la mancata irrogazione della relativa sanzione”. E l’Amministrazione con sindaco e assessore D’Agata in testa nel frattempo dormivano… 

Dopo aver querelato Sudpress per aver detto che tra l’ex ditta Ipi e la Ecocar c’era di fatto una continuità aziendale, come adesso dimostrato dai magistrati, il 30 maggio dell’anno scorso, ad un nostro ennesimo servizio sulla terribile situazione delle strade catanesi e della raccolta dell’immondizia, il gruppo Seneco capitanato dalla Ecocar di Deodati, senza macchia e senza vergogna, aveva avuto la sfrontatezza di rispondere in maniera piccata, tacciando Sudpress di “solerzia nell’evidenziare le nostre pecche e le nostre mancanze”, forse nel maldestro tentativo di scaricare le proprie di responsabilità sui cittadini.

Uno sport, quello dello scaricabarile, sempre più in voga tra i vertici dell’amministrazione comunale che sfruttano l’atavica inciviltà di molti concittadini: dal traffico al tondo Gioeni che una volta il comandante dei vigili addebitò anche alla distrazione degli automobilisti con il cellulare alla guida, all’assenza di manutenzione dei pochissimi spazi a verde (quelle famiglie maleducate che sporcano e distruggono il parco!) e adesso anche ai rifiuti.

La ditta titolare della raccolta rifiuti e spazzamento delle strade, a questo punto palesemente, cercava di distrarre l’attenzione della città dai disservizi di cui era la sola responsabile, approfittando della maleducazione dei catanesi. I “cittadini –scriveva la Ecocar a Sudpress- continuano a indulgere in comportamenti scorretti quando non decisamente censurabili, fidando ciecamente su una impunità che solo una campagna di controlli veramente degni di questo nome potrebbe essere in grado di scalfire”. Comportamenti scorretti e censurabili dei cittadini? Campagna controlli? Ma di cosa stavano parlando?

E quindi, come se non bastasse, il gruppo scrisse anche una chiosa finale degna di miglior causa: “Non bisogna infatti dimenticare –concludevano gli integerrimi vertici della ditta neanche un anno fa- che la raccolta dei rifiuti può raggiungere obiettivi davvero significativi solo dove si stabilisce un patto – ancorché non scritto – fra tutte le parti in causa: se anche una sola di esse (si tratti dell’Amministrazione, del gestore o dei cittadini) manca di svolgere correttamente il proprio compito, l’esperienza insegna che diventa arduo anche solo parlare di differenziata, e raggiungere gli obiettivi di legge si trasforma in utopia”.

“Sante” e ultime parole famose!