Lo scorso gennaio Sudpress aveva raccolto le denunce di alcuni attivisti di Melilli, ma ce ne eravamo occupati già nel 2015: “Non ci stupiremmo se sciogliessero il consiglio comunale.”

“Per noi di Alternativa Libera di Melilli è stato sempre chiaro”. Così si è espressa la dottoressa Mara Nicotra candidata sindaco alle prossime amministrative di Melilli.

“Sapevamo che il polverino dell’Ilva – dichiara la Nicotra – non era e non è assolutamente innocuo, come più volte dichiarato dal Ministro Galletti, tant’è che non ci siamo limitati alla sola interrogazione parlamentare fatta dall’on. Samuele Segoni, componente della commissione ambiente alla Camera dei Deputati (AL), resa pubblica in conferenza stampa proprio davanti alla discarica CISMA l’otto febbraio scorso, alla presenza proprio dello stesso Segoni, insieme alla sottoscritta e Don Palmiro Prisutto da sempre icona e paladino contro l’inquinamento industriale, ma ci siamo rivolti pure alla procura territoriale e a quella generale.”

 “Sapevamo pure che la CISMA non avrebbe potuto ottenere permessi per smaltire i rifiuti provenienti da altre province, però lo ha sempre fatto e per questa ragione ho da diversi mesi richiesto attraverso una Pec all’amministrazione comunale di Melilli la convocazione di un consiglio comunale aperto per poter interpellare tutti gli attori e verificare se fosse tutto in regola. Ma ancora sto aspettando.”

 “Sapevamo anche – continua la Nicotra – che dietro l’inquinamento ambientale di Melilli, Augusta e Priolo, ci sono connivenze mafiose e politiche, come risulta dalla relazione dell’allora ministro Cancellieri che riferendosi a tutto il territorio del triangolo industriale siracusano, si espresse pure per lo scioglimento del consiglio comunale di Augusta. E’ cosa risaputa che sullo smaltimento dei rifiuti all’80% ci sono infiltrazioni mafiose con le connivenze di politici e funzionari della pubblica amministrazione. Come è noto, anche un dirigente del VI settore urbanistica di Melilli geometra Salvatore Salafia, nell’ambito di questa inchiesta (Cisma) è stato arrestato, a giorni sarà interrogato e speriamo che decida di svuotare il sacco, anche perché, sono convinta che dietro le concessioni irregolari di questa discarica, qualche politico di Melilli lo ha aiutato, magari facendogli assumere il figlio alla Gespi, l’inceneritore di Augusta, coinvolto in questa vicenda, in modo tale che il Salafia calasse su questo caso un silenzio tombale. Non a caso infatti sul caso CISMA sono stati arrestati anche i proprietari dell’inceneritore, i fratelli Amara.”

 “Attraverso questa vicenda voglio sperare che si faccia chiarezza anche sull’interramento dei rifiuti nucleari, in un primo momento nella miniera di Pasquasia, e subito dopo, trasferiti da Pasquasia per essere seppelliti tra Augusta e Melilli dal 1988 agli anni novanta. Atti secretati per troppi anni”.

 “Certo, non potevamo pensare che, all’interno dei tribunali ci fossero consulenti ambientali conniventi e corrotti. Un plauso quindi alle procure per essersi accorti che Mauro Verace, che ha sempre sostenuto che alla Cisma fosse tutto regolare, sia stato scoperto ed ora invece è indagato con l’accusa di falso.

A questo punto non ci stupiremmo per niente se al Ministero degli Interni arrivasse qualche richiesta di scioglimento dell’amministrazione comunale di Melilli per infiltrazioni mafiose.”