Un vero e proprio “anello di collegamento tra gli imprenditori, la criminalità organizzata e la pubblica amministrazione. La sua posizione all’interno del clan era -scrivono gli inquirenti nell’ordinanza firmata dal Gip- di primaria importanza, in quanto dalla sua azione derivavano consistenti introiti per il clan e per i suoi affiliati, legati all’aggiudicazione ed alla esecuzione di appalti pubblici”. Pietro Garozzo, capo del personale della Sicilcar elettrauto snc che ha in appalto dal Comune di Catania il servizio di rimessaggio, manutenzione e lavaggio dei mezzi della Nettezza Urbana,è stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Gorgoni” della Dia con l’accusa di associazione mafiosa. Ma a capo del personale Garozzo lo è stato anche per la Puntese Diesel, la società che l’ex dirigente dell’Ecologia e Ambiente del Comune Annamaria Li Destri, è stata accusata di aver voluto favorire

Garozzo è uno dei principali accusatori dell’ex dirigente Annamaria Li Destri, licenziata dall’amministrazione Bianco nel 2013 e sotto processo dal 2015, difesa dall’avvocato Dario Riccioli, con l’accusa di truffa aggravata, falsità ideologica commessa in atto pubblico, abuso d’ufficio, turbativa d’asta per l’appalto del 2009 e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente per l’appalto del 2013 relativi al servizio di manutenzione e riparazione degli autoveicoli adibiti allo smaltimento dei rifiuti della nettezza urbana e dei cassonetti per la raccolta del comune di Catania.

Garozzo fu denunciato da Antonio Amore, il titolare dell’ex ditta che allora aveva in appalto il servizio, la Puntese diesel, per aver causato un grave danno all’azienda e all’amministrazione attraverso sovraffatturazioni e registrazioni di presenze inesistenti. Tutto racchiuso nelle carte dei Carabinieri del Noe che fecero un blitz e verificarono le anomalie anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali. Venne anche aperto un procedimento penale, di cui però non si è avuta più notizia. E forse non è stato mai chiuso. Fu la stessa Li destri ad accompagnare Amore in questura per la denuncia.

Garozzo, in qualità di sindacalista della sigla Fiadel, aveva accusato Annamaria Li Destri di voler eliminare la figura di coordinatore del servizio e di voler andare contro i lavoratori. “La mia decisione fu dettata anche dai comportamenti precedenti del coordinatore Garozzo, io ho sempre voluto fare il bene dell’amministrazione. Fu un periodo di forti tensioni quello, in cui diventai bersaglio facile di ingiurie e minacce e dovetti subire anche un furto in casa con chiari segni intimidatori, come due candelieri-statue con la testa mozzata e un paralume spezzato come a voler dire “t’astutamu” come mi dissero gli stessi Carabinieri intervenuti per i rilievi. Non solo. Vennero scritte anche frasi ingiuriose nel portone e all’interno dell’ascensore e del bagno degli uomini nella direzione Ecologia del Comune di via Pulvirenti. Garozzo stesso mi disse che me l’avrebbero fatta pagare. E subito dopo ricevetti anche lettere anonime con la chiara scritta VFC. Alcuni degli operai che mi davano ragione vennero malmenati, a qualcuno bruciarono l’automobile”.

Dalle indagini dell’operazione della Dia coordinata dalla Procura, “Gorgoni”, emerge inoltre come “Garozzo si fosse fatto promotore nei confronti dell’imprenditore del clan, Vincenzo Guglielmino, della possibilità di fargli acquisire il servizio di manutenzione dell’autoparco del comune di Catania. Il progetto non si concretizzò perché, in data 4.10.2016, la società Officine Meccaniche s.r.l. cedeva il ramo d’azienda alla Sicilcar Elettrauto s.n.c. di Seminara Giancarlo e Rapisarda Agostino”.

Annmaria Li Destri parla a Sudpress della sua sensazione ricostruendo quei periodi.

“C’è intanto tanta amarezza perché ancora oggi le sue accuse, insieme a quelle dell’altra persona che mi ha indicata quale colpevole di marchingegni ai danni dell’amministrazione, hanno credibilità. Adesso, alla luce di questo fermo, spero cominci a balenare il dubbio in tutti quelli che hanno puntato il dito. In prima fila l’Amministrazione, l’assessore D’Agata che ha dato molto credito a questo signore e poi il sindaco Bianco e tutte le persone che hanno preferito ascoltare questo soggetto piuttosto che una dirigente che ha sempre fatto il proprio dovere”.

“Garozzo, essendo uno dei principali testi della procura -spiega quindi l’ex dirigente comunale- nel corso della sua deposizione ha pubblicamente riferito che aveva motivi di risentimento nei miei confronti perché nel nuovo bando che avevo preparato del 2013 (per il serizio di manutenzione del mezzi della Nettezza Urbana ndr) avevo eliminato la figura professionale che lo vedeva impegnato nell’appalto oltre ad altre figure che ritenevo inutili. Questa eliminazione era stata scelta proprio per i precedenti, in quanto era emerso che il comportamento di Garozzo non era teso a fare né l’interesse della ditta né quello dell’amministrazione ma solo i suoi personali”. C’è chi giura di averlo visto sempre arrivare in azienda con auto di grossa cilindrata, di lusso e beni costosi.

“Addirittura arrecava un danno all’amministrazione gonfiando le fatture, fornendo presenze di personale che realmente non rispondeva a verità. Il Comune quindi ne riceveva un forte danno: quello della sovraffatturazione perché pagava la ditta in base alle presenze dei lavoratori e quello del danno del materiale consumato”.

“Un esempio su tutti era dato dalla fornitura dei tubi idraulici per i compattatori -racconta-. Questi tubi hanno un costo che va dai 100 alle 200 euro l’uno. Nel corso di un mese arrivavano e arrivano tuttora ad impegnare somme di 10mila, 12mila euro.

Nel bando che avevo previsto -prosegue- avevo inserito una clausola, che mi è stata contestata come troppo stringente, in base alla quale la ditta doveva fornire una pressa idraulica per realizzare in house, all’interno del sito comunale di Pantano D’Arci, questi tubi. Una pressa idraulica per il tipo di materiale che serve in officina, costa 1500 euro. Quindi 1500 euro in un appalto di 4 milioni e 700mila euro non è sicuramente molto e per di più avrebbe fatto risparmiare 10mila euro mensili. Ditemi se è stringente! -sbotta Li Destri-. Tutt’ora la ditta Sicilcar, così come quelle precedenti, non ha la pressa idraulica e quindi si continuano a spendere soldi inutilmente. Nell’ultima udienza del processo a mio carico, lo stesso capo officina ha ribadito l’importanza di avere una pressa idraulica per realizzare i tubi e di come lui negli anni l’abbia più volte chiesta e mai nessuno prima di me avesse dato seguito alle sue istanze”.

“La guerra contro di me cominciò lì. Il signor Garozzo si iscrisse al sindacato Fiadel e cominciarono le battaglie nella fase di predisposizione del nuovo bando -ricostruisce Annamaria Li Destri-.  In quel periodo, a seguito delle promesse di continui scioperi da chi era contro di me, con minacce di non fare uscire i camion, abbiamo anche fatto in modo che i mezzi fossero fuori prima dell’inizio del servizio. Tutto per evitare danni alla città”.

“Venni accusata dall’amministrazione di condotta antisindacale contro i lavoratori -ricorda- le organizzazioni hanno pressato fortemente affermando che il mio comportamento li danneggiasse. Loro avrebbero voluto che mi attenessi a quanto previsto dal capitolato d’appalto del precedente bando mentre io avevo apportato una serie di modifiche. Tra queste anche il metodo di aggiudicazione che doveva essere quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa con un progetto e un piano di interventi che la ditta avrebbe dovuto fornire in base alle sopravvenute esigenze. Bisognava prevedere insomma che il Comune nel giro di qualche tempo, non avrebbe più avuto la totalità di gestione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, come è poi avvenuto. Adesso siamo al 25% ad esempio. In futuro, la gara per la gestione dei rifiuti, stabilisce che la ditta abbia la totalità del territorio. Fra l’altro tolsi la quattordicesima perché non era previsto e quindi perché l’amministrazione avrebbe dovuto pagarla?”.

“La ditta che io sono accusata di voler favorire -chiosa Li Destri- avrebbe dovuto partecipare rispondendo ad altri canoni, requisiti dell’appalto diversi da quelli precedenti, quindi cosa avrei dovuto favorire? Così com’è, tutt’ora l’appalto serve solo a pagare gli stipendi agli operai, non ci sono margini di utili all’impresa. Le ditte tuttavia, a volte partecipano per avere un fatturato certificato da una pubblica amministrazione che consente loro di partecipare ad altre gare”.

“Adesso, come prima, mi aspetto che la verità emerga -conclude l’ex direttore il cui processo vedrà la prossima udienza a febbraio del 2018-. Mi sento massacrata, l’agnello sacrificale, nei miei confronti non è mai stata proferita parola di innocenza o gentilezza e le telefonate che ho ricevuto in questi ultimi giorni sono sì quelle di pochi, ma di qualità, questo è sicuro”.