“Non capisco perché non si possano seguire le procedure previste dalla legge, ma si continua con le ingerenze politiche violente per dare tutto in mano a chi ha denunciato i presunti falsi, cioé il presidente di Unioncamere e capo della cordata avversa Ivan Lo Bello“. Il presidente di Confcommercio Catania, Riccardo Galimberti, uomo di Pietro Agen che guida la cordata di Confcommercio, parla chiaro e lancia accuse precise. Dopo la lettera del Ministero con la quale si annuncia la revoca del decreto di istituzione della Super Camera di Commercio e l’accorpamento delle tre di Catania, Siracusa e Ragusa, sono pronti a rispondere.

E’ un fiume in piena Riccardo Galimberti e non le manda certo a dire: “Il presidente della Regione Crocetta da un lato afferma di non parteggiare né per l’una né per l’altra parte, poi che fa? Chiede al Ministro Calenda che a sua volta rimanda alla Conferenza Stato Regioni, ma guarda caso la questione, in un mese, non è mai stata messa all’ordine del giorno, un’omissione fin troppo evidente…”.

Chiaro il riferimento del presidente Galimberti a voler ritardare i tempi e ridare in mano all’Unioncamere di Lo Bello la ridefinizione della geografia delle camere di commercio della Sicilia orientale.

Ancora il decreto annunciato dal Ministero nella lettera di ieri non è stato emesso, il Ministro Calenda ha solo avviato l’iter scrivendo che intende concordarlo con la Conferenza Stato Regioni. Inoltre, nella lettera, è scritto che i soggetti “cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, possono presentare memorie scritte, documenti e osservazioni entro 10 giorni”.

Di questo sicuramente la cordata di Confcommercio intende avvalersi, come confermato dal presidente etneo.

Risponderemo su tre piani“, afferma Riccardo Galimberti. “Innanzitutto vogliamo che si esprima la volontà politica da parte della Confederazione delle tre camere di Catania, Siracusa e Ragusa e per questo chiederemo al commissario di convocarci. Invieremo la lettera al Ministero dello Sviluppo Economico con cui intendiamo ricostruire l’iter che ha portato all’istituzione della Camera di Commercio; terzo, diremo che fino adesso non sono state rispettate le procedure con omissioni anche dal punto di vista legale“.

Basta con le prese in giro da parte della Regione -chiosa-. L’assessore Lo Bello, interpellata da noi più volte, ci ha sempre detto che era tutto apposto, ma poi ha fatto tutt’altro.”

“Se abbiamo pensato all’autoconvocazione? Beh, non sono d’accordo, mi sembra un sotterfugio, in un paese civile bisogna seguire l’iter previsto dalla legge, lineare e preciso. Altri metodi non ne conosciamo e non li condividiamo”.