Musumeci si sottragga subito alla sfiga: è stato eletto per questo! Questa mattina tutti i giornali pieni della solita solfa che sentiamo ormai da almeno 10 anni. Gli ultimi 5 poi sono stati un delirio di incapacità inimmaginabile. E si ricomincia: debiti, forestali, musei chiusi, precari, incarichi, fondi europei sprecati, discariche chiuse e tutte le altre amenità di una narrazione ormai troppo noiosa, da voltastomaco. La Regione Sicilia è stata distrutta? Ok, lo sappiamo e lo sappiamo benissimo: ma adesso basta! Ora occorre capire entro i prossimi 3 mesi se esiste una Visione per rivoluzionare e rilanciare l’intero sistema economico oppure si dichiari immediatamente default, consentendo di mettere ordine prima che scoppi la violenza sociale. INTERVIENE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DEL SUD-EST PIERO AGEN

È una noia leggere e ancor di più scrivere sempre delle stesse cose.

Ad ogni cambio di governo assistiamo alla solita novena di cose che non vanno: ne conosciamo l’elenco a memoria e ne siamo stufi.

Avete voluto la bicicletta? Pedalate!

Nessun medico vi ha prescritto di candidarvi a rappresentare gli interessi di 5 milioni di persone e purtroppo, ci spiace, non potrà essere consentito di continuare a farvi giocare con la vita della gente ed il futuro delle prossime generazioni per mantenere le belle indennità ed assistere alle vostre comparsate in tv.

E ad impedirvelo non saranno certo i giornali, ma ormai è la Storia che reclama Coscienza e Responsabilità, Coraggio e Visione.

Di imbecilli inetti o delinquenti incalliti ne abbiamo visti passare troppi, la misura è colma e non c’è altro tempo da perdere.

L’errore principale sta nel consentire che si arrivi alle elezioni con candidati che non hanno la minima idea di cosa si possa fare per risolvere problemi che conoscono benissimo nel momento in cui decidono di candidarsi: un paradosso irrisolto.

E allora, se conoscevano perfettamente le emergenze da affrontare, perché diavolo fanno finta di cadere dal pero gridando allo scandalo ed entrando in confusione per la “drammatica situazione ereditata”?

Ma diamine, non vi annoiate persino voi?

Il governo appena eletto, peraltro formato tutto da politici di lungo corso e certamente neanche tanto scarsi quanto chi li ha preceduti, non era a conoscenza che la questione rifiuti rappresenta un’emergenza? Idem per precari, forestali, finanza, trasporti, etc.?

E allora?

Si ricomincia a dare la colpa al passato? Ad entrare in confusione? A farsi imbrigliare tra dirigenti inamovibili quanto incapaci e pastoie burocratiche irrisolvibili?

Ma potete togliervelo dalla testa: MUOVETEVI!

Avete ben visto che mantenere il sistema economico, madre di tutte le questioni, per quello che è rappresenta una follia che ha già condotto la Sicilia alla miseria.

Perseverare nella tutela di interessi antistorici ed antieconomici adesso, oltre che una stupidata da ignoranti, rappresenta un vero e proprio crimine contro il popolo siciliano.

Ma davvero si ritiene praticabile ed intelligente fingere di “difendere” produzioni ormai obsolete come quelle del comparto agricolo piuttosto che inventarsi qualcosa per convertirle invertendo un assistenzialismo ormai asfittico?

Banalizzando: se in Marocco producono le stesse identiche arance, (IDENTICHE!) di quelle siciliane ad un prezzo venti volte inferiore, non sarebbe il caso provare a fare qualcos’altro?

“Apriti cielo, ha toccato le arance“, subito gli strali di chi non vuole ragionare.

Sarà una provocazione brutale, ma così stanno le cose: il nostro sistema agricolo non può sopravvivere in questo modo e non è alzando muri o con contributi a pioggia che si risolve il problema, anzi lo si aggrava ogni giorno come i fatti dimostrano.

Idem per gran parte degli altri comparti: ancora a correre in soccorso delle “raffinerie che danno lavoro” anche se distruggono paesaggi stupendi e uccidono intere comunità, a buttare milioni in sagre di paese che producono solo voti per assessori incompetenti, a tutelare settori produttivi che in altre regioni del mondo costano infinitamente meno ed a migliore qualità.

Il sistema economico siciliano è un disastro.

Riconvertire, riconvertire, riconvertire!

E occorrono idee capaci di invertire la tendenza al cannibalismo delle poche risorse che restano: basta mangiarci tra di noi, occorre allargare la torta.

Possibile che con il territorio più bello del mondo, con il patrimonio culturale ed artistico più suggestivo, riusciamo a malapena ad intercettare il turismo più accattone e miserabile che esista?

Frotte di rubicondi polacchi e tedeschi che arrivano con i loro pullman portandosi da casa la colazione a sacco per l’intera durata del loro soggiorno?

E per forza, non esiste un minimo di organizzazione dell’accoglienza di livello, non c’è un evento di rilievo, una mostra degna di questo nome, una rassegna, un festival: NIENTE!

Ma possibile che in una città come Catania non esista un solo ristorante “stellato”? Ma ci rendiamo conto?

Eppure, tanto per dire, a pochi chilometri in linea d’aria ci sono le grandi aristocrazie maghrebine, che in larga parte sarebbero prontissime a sperimentare alternative turistiche e commerciali che al momento riversano sulla insignificante Malta dove scaricano miliardi.

Solo una boutade, questa,  ma ci sarebbe tanto da fare, ed anche da divertirsi probabilmente.

E invece, appena eletti entrano subito in confusione “per la mole di problemi”: ma roba da matti.

E non riguarda, ovviamente, solo la regione, ma è un fenomeno che colpisce tutte le istituzioni pubbliche.

Basti pensare a quanto sta accadendo alla tanto desiderata super Camera di Commercio del Sud-Est di cui si è persa traccia con i nuovi vertici attanagliati dai guasti che hanno trovato.

D’accordo, può anche essere comprensibile che si debba fare ordine, ma non può essere l’unica attività, bisogna dare dei segnali immediati di cambio di rotta: “Se pensate di poterci mettere tutta la durata del mandato per capire dove siete, meglio che ve ne torniate a casa subito!”

Evidentemente il sistema non funziona nella gestione delle fasi di rinnovamento delle governance.

Bisogna studiarne uno che consenta a chi assume il controllo di un ente di entrare immediatamente nella fase operativa, impedendo che finisca subito incastrato nelle pastoie passate, costringendolo a comprimere la spinta propulsiva che dovrebbe essere la più naturale conseguenza di una nuova elezione, specie se proveniente da un’opposizione che dovrebbe rappresentare un’alternativa in metodi e progetti.

Tornando alla Regione, il presidente Musumeci, e molti dei suoi assessori, hanno le caratteristiche e l’autorevolezza necessaria per dare una sferzata.

Ma non c’è tempo per piangersi addosso.

Gli auguri al nuovo governo li abbiamo fatti, e sinceramente, al momento dell’elezione: adesso forza e coraggio.

Purtroppo il tempo è già scaduto.


Riceviamo e, prendendo atto molto volentieri di quanto sostenuto, pubblichiamo l’intervento del presidente della Camera di Commercio Catania-Ragusa-Siracusa Pietro Agen

Caro Editore,

accetto con assoluta serenità la sua provocazione in merito alla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, semplicemente mi permetto di rammentarle alcune cose che le sono sconosciute o che forse ha dimenticato:

1) la crisi del sistema camerale nasce non certo dalle vecchie diatribe ma da una legge di riforma che ha dimenticato il fatto che in Sicilia, caso unico in Italia, le pensioni sono pagate con la spesa corrente, cosettina da nulla se non fosse che i pensionati sono il doppio o il triplo dei dipendenti attivi che per altro hanno una età media di circa 58 anni

2) al momento dell’insediamento ho detto che la riunificazione delle 3 Camere richiedeva tempi tecnici lunghi e di non facile soluzione, ho aggiunto altresì che speravo di aver risolto la fase organizzativa entro fine anno! Oggi posso dirle che in stile teutonico conto di rispettare i tempi o forse di anticiparli seppure di poco

3) in questi circa 90 giorni oltre alla fase organizzativa ed alle doverose visite istituzionali, che come comprenderà devono essere moltiplicate per 3 rispetto al passato, ci siamo attivati per collaborare alla unificazione del sistema portuale del Sud Est con il logico coinvolgimento di Pozzallo; abbiamo avviato una fattiva collaborazione con il Consorzio per il cioccolato di Modica; ci siamo impegnati per avviare la privatizzazione del sistema aeroportuale di Catania e Comiso e per effettuare una verifica della gestione dello stesso. Non è abbastanza? Forse abbiamo comunicato poco? Certamente si, ma vede noi vorremmo produrre risultati e non sparate giornalistiche, anche perchè operando per puro volontariato, senza compenso alcuno e anzi… , non abbiamo tempo da perdere! Alla fine parleranno i fatti, che sarò felice se vorrà raccontare quando sarà il momento.

P.S. I miracoli li lasciamo ai santi, gli annunci ai politici!

Pietro Agen