E’ ormai più che un’emorragia, un vero e proprio fiume in piena quello che si sta verificando in Sicilia con l’avvicinarsi delle elezioni regionali del 5 novembre. In tanti stanno facendo armi e bagagli per andare a cercare una posizione altrove, ad occupare uno scranno dell’Assemblea Regionale Siciliana. Così succede che Alessandro Porto, fino adesso riferimento del sindaco Bianco in Consiglio Comunale in quanto capogruppo di “Bianco per Catania” abbia deciso di candidarsi alle regionali in quota Forza Italia e quindi a sostegno del leader di Diventeràbellissina Nello Musumeci

La notizia appresa da ambienti qualificati dà per ormai certo il passaggio dal centrosinistra al centrodestra. Già nei giorni scorsi, Porto aveva manifestato un certo distacco dalle posizioni dell’orlandiano Micari, con frasi durissime che stigmatizzavano la “crisi profonda nel “progetto Micari” e la “inconsistenza della lista Arcipelago-lista del Presidente che doveva essere il luogo intorno al quale si sarebbero dovute raccogliere le energie del civismo attraverso l’impegno dei sindaci. Invece –sottolineava Porto in un comunicato appena tre giorni fa– quello che sembrava il campo largo nel quale fare confluire i movimenti e i progetti impregnati di civismo e senza simboli partitici, è diventato un campo ristretto. La candidatura di Fabrizio Micari non ha raccolto il consenso e ha messo in crisi l’area centrista”.

Di qui la pausa di “riflessione”. Sembra che Porto abbia in un primo momento cercato un sostegno da parte dell’Udc di Cesa, dove però ci sarebbe stata una vera e propria rivolta. Quindi la decisione di oggi, con Forza Italia pronto ad accoglierlo all’interno della sua lista.

Ma non finisce qui. Anche Gianfranco Vullo, fino adesso paladino del Pd a Palazzo dei Normanni di Palermo, pare ci abbia ripensato e correrà con gli autonomisti di Raffaele Lombardo sempre con Musumeci come candidato presidente. Il fratello del parlamentare, Nino, è  vice capogruppo del Pd a Palazzo degli Elefanti a sostegno di Bianco. Di qui l’ulteriore conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di un più che prossimo sconvolgimento degli equilibri all’interno dell’Assemblea Cittadina a garanzia del sindaco.

Ma oltre a Porto, già altri in precedenza avevano pensato di fare la stessa cosa: Francesco Petrina, consigliere comunale del gruppo Primavera per Catania, e quindi “banchista”, è passato all’Udc e Carmelo Sofia, banchista della prima ora e consigliere comunale nel gruppo “Con Bianco per Catania”, più volte assessore mancato, fa candidare il figlio Nico con i lombardiani.

Ma anche l’assessore alle Manutenzioni Salvo Di Salvo pare che si sia avvicinato alle posizioni dell’Udc di Cesa e quindi sia in procinto di passare dal centrosinistra al centrodestra.