I registi di fantasy americani o forse meglio ancora i giallisti alla Agatha Christie non avrebbero potuto immaginare un copione migliore di quello che si è tristemente ripetuto al Comune di Catania. La gara settennale da 350 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento delle strade è andata deserta per la quarta volta consecutiva. Un’ennesima figuraccia che l’amministrazione Bianco, ormai agli sgoccioli, rimedia ancora una volta nonostante le perplessità espresse sui contenuti del bando da moltissimi imprenditori del settore ma messe a tacere dalle rassicurazioni del sindaco Bianco e dell’assessore al ramo Rosario D’Agata che, facendosi scudo della “approfondita interlocuzione” con l’Anac, hanno avviato in maniera scandalosa una “procedura negoziata”, suggerita appunto, a loro dire, dall’Autorità anticorruzione

Certo risulta strano il fatto che, nella conferenza stampa dell’operazione “Garbage Affair” (che portò in carcere, non più tardi di un mese fa, il funzionario responsabile della Nettezza Urbana comunale Orazio Fazio, oggi agli arresti domiciliari, e all’interdizione di Massimo Rosso, ragioniere generale ed ex capo di gabinetto di Bianco) il procuratore Carmelo Zuccaro abbia detto che l’Anac aveva precedentemente suggerito di avviare bandi per singoli lotti e che questa procedura non era stata seguita dall’Amministrazione Bianco.

E così per la quarta volta in poco più di un anno, il Comune si ritrova a fare i conti, salatissimi, una nuova cocente sconfitta annunciata che stavolta non potrà di certo passare inosservata agli occhi delle autorità che stanno ancora indagando sul sistema di corruttela che ruotava intorno al lucroso servizio di raccolta dei rifiuti a Catania. E non ci sono giustificazioni né Anac che possa reggere di fronte ad una débacle di questo genere, con un’Amministrazione che non riesce a uscire dal pantano, con una raccolta rifiuti ai minimi storici e in continua picchiata, le strade piene d’immondizia e cartacce, maleodoranti soprattutto ora che le temperature si alzano e i cattivi odori si spargono nell’aria.

Ma come si fa a non capire che questa gara, per le modalità, per le clausole contenute, insomma così com’è non va e non potrà, è evidente, mai andare? Sembra insomma che l’Amministrazione abbia deciso di sfidare la Giustizia fosse solo per l’ostinazione con cui continua a bandire la stessa gara con gli stessi identici risultati: il nulla più assoluto.

Ora non ci resterà che attendere la solita girandola di inutili dichiarazioni di sindaco e assessore, condite da  “arrampicate sugli specchi” per nascondere l’incapacità nel saper trovare una soluzione senza dover procedere a colpi di proroghe nei confronti di ditte già colpite da interdittiva antimafia, coinvolte fino al collo dalle vicende giudiziarie e infine commissariate. Senza dare la possibilità, ancora una volta, a chi vuole lavorare seriamente, avendo a cuore la città, i suoi cittadini, l’igiene ambientale e il rispetto per il prossimo e il proprio lavoro, di agire correttamente, secondo regole giuste, trasparenti e finalmente accettabili.