Su quale possa essere un’amministrazione così imbecille e sconsiderata lo lasciamo all’intuizione dei lettori. Certo è che la sensazione sempre più opprimente è che qualsiasi cosa facciano, anche la più banale, riescono a farla clamorosamente male. Ed è veramente noioso dare conto del continuo inanellarsi di cretinate combinate una dietro l’altra e sempre col sorriso ebete stampato sulla faccia. Infatti, stiamo tentando di impegnare il giornale anche in altre iniziative più divertenti e interessanti, ma intanto qualcuno queste stupidate deve continuare a raccontarle, tentando così quantomeno di costituire un freno a questa orribile deriva che si spera passi presto.

I giorni sono quelli febbrili di fine estate, quando le città impazziscono da sole per la riapertura di scuole ed uffici senza bisogno che ci siano cretini negli uffici pubblici incapaci di porsi qualche semplicissimo quesito.

E la domanda sarebbe di quelle a risposta istantanea: “Dovendo realizzarsi dei lavori nei pressi di una scuola, qual’è il periodo più sconsigliato in assoluto per effettuarli?”

Non occorre un problem solver, ma qualsiasi Giufà al mondo riuscirebbe a dare una risposta ragionevole.

Ma a Catania, no.

È evidente, e questa ne è solo ennesima e plastica prova, che non esiste uno straccio di programmazione, un minimo di visione d’insieme.

A Catania, il cantiere che blocca il transito principale dal plesso Albatros dell’Istituto comprensivo Parini che conta migliaia di studenti, viene aperto esattamente il 12 di settembre, con fine dei lavori al 30 dello stesso mese, cioè il periodo dell’anno più complicato in assoluto.

Ma ora che qualcuno se ne è accorto faranno subito un “sopralluogo”, con tanto di immancabile foto e comunicato stampa, dopo il quale insedieranno una bella “cabina di regia” che siglerà un intelligente “protocollo d’intesa” tra politici, sindacalisti e autorità varie più o meno bollite attorno al solito “tavolo” che non è mai servito a niente.

E quel che resterà saranno le imprecazioni di centinaia di automobilisti che si troveranno imbottigliati tra la via della Scogliera e la via Caruso, quella stessa zona che il sindaco di Catania non molto tempo fa collocò “tecnicamente ad Acicastello” mentre è del tutto effettivamente …a Catania. 

Dove evidentemente non c’è nessuno, ma proprio nessuno in un’intera amministrazione cui venga il pensiero che forse certi lavori nel periodo di apertura delle scuole sarebbe meglio non farli.

Figuriamoci se ci arrivano.