É un articolo brutto, lo dico subito, di quelli che mi da proprio fastidio scrivere, ma ho provato un tale disagio a questo ennesimo oltraggio comunicativo giunto al vero e proprio sciacallaggio, che ho sentito il dovere di dirlo. Qua non siamo più davanti al re, ammesso che lo sia mai stato, ormai scoperto nudo: lo sappiamo da tempo. Adesso siamo proprio al re stonato, suonato, fuori contesto. E questa città non lo merita e se anche lo meritasse, non può permetterselo.

Sulla vicenda che ha visto colpito un vigile urbano di Catania, l’ispettore Luigi Licari, ridotto in fin di vita da un attacco vigliacco e folle mentre svolgeva il suo dovere, questa testata si è espressa sùbito con estrema durezza, chiedendo alle istituzioni una reazione esemplare per affermare il principio irrinunciabile che gli uomini delle Forze dell’Ordine non si toccano.

Diciamo anche, a proposito, che non ci soddisfa per niente l’eventuale arresto del responsabile che pare già in stato di fermo, ritenendo che vada fatto molto di più, ma ne riparleremo.

Questa di cui ci occupiamo è un’altra storia ed attiene all’adeguatezza di chi ci governa, alla sensibilità di chi incarna le istituzioni dalla cui gestione discende poi il quadro complessivo in cui si è ridotta questa comunità.

Quando nel pomeriggio di ieri,  in rapida successione, sono giunti in redazione i comunicati di cui adesso parliamo, siamo rimasti interdetti.

Anche questa volta abbiamo dovuto controllare l’effettività della fonte: mittente proprio la mail istituzionale dell’Ufficio Stampa dell’amministrazione Bianco che ci piombava in una scena del tutto surreale.

Ma il primo è dell’ospedale Cannizzaro, si tratta dell’ultimo bollettino medico sulle condizioni dell’ispettore Licari che ne confermano la gravità permanendo lo stato di coma.

 

La preoccupazione quindi resta tutta e non si può fare altro che mantenere una rispettosa apprensione.

Ma ecco che accade l’inimmaginabile, lo stridio di una propaganda becera, priva di ogni decenza, che lascia attoniti con un senso di superamento del limite che ha pochi precedenti.

Alle 15.50 arriva infatti il comunicato dall’ufficio stampa dell’amministrazione Bianco:

Lo abbiamo dovuto rileggere per confermarcene l’orrore, tutta la brutalità di una costruzione comunicativa che non ha il minimo senso del pudore, con la messa in incipit di una dichiarazione del sindaco insulsa e del tutto inutile, di una banalità sconcertante.

Premettiamo che una famiglia che vive un momento così difficile come quella Licari ha tutto il diritto di fare ciò che vuole, anche cose assurde, ma istituzioni degne del ruolo non possono scadere nel grottesco in questo modo.

Ma anche se fosse vero, come scritto nel comunicato, che a chiedere un incontro a Palazzo degli Elefanti mentre il proprio congiunto è ancora in coma fossero stati i familiari, a nessun sindaco al mondo, metropolitano o meno, sarebbe venuto in mente di farsi la fotografia sorridente come se stesse consegnando un premio di carnevale.

Ma non basta, lo stesso ufficio stampa negli stessi minuti in cui inoltrava il comunicato con tanto di foto, inviava anche un video con una dichiarazione filmata del fratello dell’ispettore in coma:

Si resta senza parole e l’unica domanda che viene in mente è: “Ma perché?”

Mi spiace, ho provato proprio disagio e vergogna a seguire questa sequenza di iniziative comunicative dell’amministrazione che sta governando questa città.

Ribadisco, personalmente ed a nome di tutto il giornale, la nostra più affettuosa vicinanza all’ispettore Licari, ai suoi familiari ed a tutti gli uomini delle forze dell’ordine che vi si immedesimano, confidando nella bravura dello staff dalla dr.ssa Monea del Cannizzaro che sappiamo essere bravissima e primario medico che non si arrende mai.

Ma questa operazione di bassa macelleria mediatica di cui non c’era alcun bisogno, il sindaco Bianco alla città doveva risparmiarla: è orribile e non ce n’era alcun bisogno.

La riteniamo la dimostrazione definitiva che questa città è governata da gente che vive totalmente scollegata dalla realtà, senza più il minimo senso della decenza, persino dell’opportunità.

Gente che vive proprio in un altro pianeta. Ed è un brutto pianeta.

Ma veramente ci siamo ridotti così?