Mentre la Pubbliservizi è nella bufera, con le dimissioni del consulente dell’amministratore Ontario, Marcello Gulisano, annunciate in esclusiva a Sudpress, il nostro giornale ha fatto un salto nella sede di piazzale Asia dove era in corso un’assemblea sindacale. Certo non tira una bella aria tra i dipendenti dell’azienda nel tentativo di comprendere il destino della società, dopo una stagione di privilegi confermata a Sudpress da Gulisano. “Quasi 400 lavoratori saranno a rischio dopo luglio”. A dirlo è Sergio La Biunda, del sindacato Orsa: “Speriamo si arrivi al più presto a un punto di svolta, non ne possiamo più. Vogliamo chiarezza sul futuro. In teoria siamo coperti fino a luglio e poi che ne sarà di noi dipendenti?”

Tra i lavoratori, rappresentati da diverse sigle sindacali tra cui Cigil, Cisl, Uil, Orsa e Cisal, regna un clima di preoccupazione che rasenta la rassegnazione, forse non hanno più nemmeno la forza di arrabbiarsi. La situazione a dire il vero, è precaria da circa due anni, ed ora i dipendenti chiedono una maggiore chiarezza sul destino della partecipata e del contratto di servizio con la Città metropolitana che dovrebbe tutelarli fino a luglio. Dopo, l’incertezza assoluta.

Sergio La Biunda del sindacato Orsa ci racconta cosa si aspetta e spera, insieme ai suoi colleghi, da quest’incontro.
“Vorremmo capire se continueremo a lavorare oppure no -afferma La Biunda- mi sembra il minimo. Da quello che è uscito sui giornali si sa che nell’azienda c’è un buco di 7 milioni di euro e ciò si è verificato durante la precedente gestione della società. Data la situazione estremamente delicata e complicata noi vogliamo capire con chiarezza ed onestà se ci sarà un futuro per noi, come intendono risolvere la situazione”.

“La questione che ci preme maggiormente –ha continuato uno dei dipendenti della Pubbliservizi- riguarda proprio il nostro contratto di servizio che scade a luglio. In realtà si tratta di una proroga, l’ennesima perché il contratto è ufficialmente scaduto due anni fa. Siamo andati avanti così da circa due anni. In questo periodo ci hanno portato avanti a proroghe ma l’ultima vale fino al 31 luglio. E poi? Vogliamo chiarezza su questo! Nessuno sa niente”

“Tanti di noi non sono di Catania, vengono a lavorare da lontano: Caltagirone o Lentini –ha precisato La Biunda-  Insomma i chilometri ci sono e se dobbiamo recuperare solo i soldi della benzina non hanno senso tutti questi sacrifici”.