Dopo la strigliata del commissario straordinario della Città Metropolitana Salvo Cocina, arriva la risposta dell’amministratore unico della Pubbliservizi Silvio Ontario che con una lettera indirizzata ai sindacati, comunica la sospensione, anche con turnazione di 379 dipendenti. In parole povere, si cercherà di eliminare gli eccessi, gli stipendi verranno ridotti per 26 settimane ed eliminati i cosiddetti sprechi, come voci retributive in eccesso e  progressioni verticali, lavorando comunque a pieno regime. Si sarebbe dovuto fare prima, per non arrivare  a questo punto in cui, come sempre, a farne le spese saranno i lavoratori, quelli più onesti almeno

Giuseppe Cottone, segretario della Fast – Confsal, spiega: “Quello che l’azienda vuole fare è appunto ridurre quelle voci della retribuzione che sono attualmente considerate in eccesso, come i superminimi o gli accordi quadro di secondo livello, e altre che fanno parte della categoria delle erogazioni economiche non derivanti da fonti collettive. In realtà si arriverà alla riduzione degli stipendi dei lavoratori, che dovranno comunque fare le stesse ore per non abbassare la produttività ed assicurare i servizi. Questa riduzione sarà del 28 % per 26 settimane, per poi rivedere il tutto al termine di questo periodo. Si bloccano quindi le indennità extra e contestualmente si decurta del 28% il salario dei lavoratori. “

Le bugie hanno le gambe corte e così tutti i nodi vengono al pettine. Abbiamo unito i due modi di dire perché calzano a pennello in questa intricata vicenda in cui a pagare, alla fine, saranno quei lavoratori onesti che hanno prestato servizio senza se e senza ma, senza superminimi e superstipendi.

Giusto due giorni fa, l’ultimatum dato dal neo commissario della Città metropolitana Salvo Cocina a Silvio Ontario, amministratore delegato della Pubbliservizi: “Riduciamo alla svelta i costi del personale, progressioni verticali in primis e verifichiamo immediatamente i soldi che devono essere restituiti da chi ha usufruito indebitamente di quelle progressioni”. Entro il 31 ottobre. Una doccia fredda per Ontario che aveva a sua volta tergiversato. E così, pressato da Cocina, invia una lettera nella quale annuncia sforbiciate. Il provvedimento in questione si sarebbe dovuto e potuto fare già prima, con Bianco al comando, ma evidentemente è stato rinviato per non causare traumi in campagna elettorale.

Ma quegli inutili rinvii sono solo serviti a mettere la polvere sotto il tappeto, polvere tirata fuori puntualmente dal commissario straordinario Cocina, che di mestiere non fa il politico e deve fare quadrare i conti.

Una bugia bella e buona è risultata poi la capacità dell’ente ex provincia di erogare più di 850mila euro mensili da ottobre a dicembre a titolo di canone per la proroga del contratto di servizio scaduto a settembre. Insomma un pasticcio che il neo commissario sta cercando di sistemare.

Con soluzioni drastiche ma necessarie: riduzione del canone a 700mila euro (tanto può dare la Città metropolitana) e tagli al costo del personale con il blocco delle erogazioni economiche non derivanti da fonti collettive. Tradotto: taglio alle progressioni che sono state fatte extra contratto e quindi rientro di quelle somme, con buona pace dei lavoratori che dovranno continuare a tirare la cinghia a causa della pessima gestione precedente.

Ma le sigle sindacali, non ci stanno, come afferma Cottone, ancora una volta con rabbia, per una situazione che pare impossibile da risolvere: “Quanto da mesi viene denunziato dai sindacati, è adesso realtà. I lavoratori hanno pagato e continuano a farlo per colpe non loro, ma di chi invece avrebbe dovuto gestire l’azienda, quindi i vertici e gli amministratori che si sono avvicendati in questi mesi, e la politica, colpevolmente assente, quando avrebbe invece dovuto trovare una soluzione valida, per non mortificare ancora di più i dipendenti. Le promesse delle settimane scorse erano fasulle, e si temeva non fosse oro quello che luccicava, ed infatti così è stato. Quanto possiamo fare noi è andare avanti con le proteste, ad oltranza, per cercare di ottenere ciò che è giusto. Inoltre chiederemo che le riunioni non avvengano più in sede aziendale, ma al Dipartimento Territoriale del Lavoro“.

Ed infatti già con un comunicato, il segretario della Fast – Confsal preannunciava scioperi nel caso in cui l’attuale provvedimento di sospensione non fosse immediatamente bloccato.

Lo stallo creatosi, porterà a nuovi sviluppi, dato che Pubbliservizi dovrà adeguarsi al diktat del commissario Cocina, costretto dalla necessità di risollevare l’ente pubblico in tutti i modi, ma con i lavoratori da non penalizzare oltremodo. I sindacati, molti dei quali avevano applaudito fragorosamente sulla questione Enzo Bianco solo pochi giorni fa, oggi si trovano invece sul piede di guerra, pronti a bloccare le attività.