Ne avevamo già parlato e se ne vocifera da tempo. Adesso arriva, e in maniera inconsueta, la conferma ufficiale da parte dell’attuale commissario ministeriale Maria Virginia Perazzoli che addirittura per tre anni consecutivi, dal 2015 al luglio 2018, si è realizzata una delle più clamorose appropriazioni indebite che si possano immaginare e per di più in una società interamente pubblica e senza che nessuno intervenisse. Incalcolabili i danni per i dipendenti che si ritrovano, incolpevoli, nelle liste dei “cattivi pagatori” e quindi impediti ad ottenere qualsiasi tipo di assistenza bancaria.

La notizia viene cristallizzata con una nota diffusa dal Commissario Straordinario Perazzoli in data 12 aprile 2019.

Destinatari sono tutti i dipendenti, con riferimento particolare a quelli che hanno in corso prestiti garantiti da cessione del quinto o accantonamenti del TFR con piani previdenziali.

Una pratica comune a molti dipendenti pubblici e privati: si ottengono prestiti a fronte dell’addebito automatico della relativa rata mensile sulla busta paga, spesso con accettazione notificata da parte del datore di lavoro.

Lo stesso accade per quei lavoratori che decidono di non lasciare le quote del trattamento di fine rapporto all’azienda, ma di versarle su fondi di investimento: ogni mese il datore di lavoro deve versare quelle quote al gestore indicato dal dipendente.

Quei soldi, quindi, non sono di pertinenza del datore di lavoro ma hanno una destinazione vincolata dalla disposizione del dipendente che ne ha maturato il diritto a fronte della prestazione lavorativa eseguita: niente di più sacro!

Alcune di queste buste paga le abbiamo viste, con il regolare addebito della quota destinata a banche e finanziarie ma non riversate, e ne avevamo parlato agli inizi di febbraio proprio con il commissario Perazzoli alla quale avevamo posto una specifica domanda nel corso di una lunga intervista:

Quindi, già allora il Commissario aveva piena consapevolezza di quanto accaduto, fissando addirittura l’arco temporale in cui queste ripetute e sistematiche appropriazioni venivano operate: dal 2015, gestione Messina, e poi dal marzo 2017 al luglio 2018 gestione Ontario.

Il Commissario afferma che i pagamenti alle finanziarie sono ripresi proprio nel luglio 2018, in coincidenza con l’insediamento del commissario giudiziario Laura Montana Trezza che evidentemente ci mise 3 minuti a capire cosa accadeva ed a risolvere la questione almeno per il futuro.

La domanda allora è: perché nessuno è intervenuto prima considerato che dipendenti e sindacati avevano più volte posto la questione?

Che diventa davvero delicata se si pensa alle conseguenze per le famiglie dei dipendenti.

Quanti infatti si sono trovati nella condizione di non aver pagato, per colpa dell’azienda, le rate di prestito, e quindi inseriti nelle famigerate liste dei “cattivi pagatori” che impediscono l’ottenimento di assistenza creditizia per anni.

Ora, questa nota del commissario Perazzoli cristallizza una verità e rende quanto meno giustizia morale ai dipendenti che hanno patito per anni le molestie dei mille solleciti da parte dei loro creditori e magari anche le difficoltà connesse alla impossibilità di ottenere ulteriori crediti a volte necessari anche per ovviare ai ritardi nei pagamenti degli stessi stipendi.

Dubbi ci sono sull’efficacia di questa nota presso banche e finanziarie alle quali probabilmente importa poco di questa “operazione verità”: bisogna trovare i soldi che sono stati sottratti e restituirli rapidamente a che ne ha credito, fino ad allora è probabile che i poveri dipendenti contineranno ad essere considerati insolventi e mantenuti nelle black list.

La seconda domanda quindi è: ma se è possibile che accada una cosa così macroscopica per tre lunghi anni senza che nessuno se ne accorga (in realtà lo sapevano tutti!) e senza alcun intervento, ma cosa può accadere nella Pubblica Amministrazione?