Imputati, per ragioni diverse, l’assessore Maria Ausilia Mastrandrea, il dirigente Paolo Italia e la funzionaria Alfia Pina Sciuto. Per l’assessore Mastrandrea, come riporta il giornale “L’Urlo”, il giudice Giuseppina Montuori ha disposto l’imputazione coatta insieme alla sorella, per aver “giurato il falso davanti al giudice dopo aver sfrattato una vittima di usura ed estorsione da un loro immobile”. Si tratta di una bottega al centro di Catania affittata a Vincenzo Giuffrida, vittima di usura ed estorsione, della quale l’uomo non riusciva a pagare l’affitto. Nonostante le due sorelle conoscessero tale difficile e drammatica condizione, avrebbero avviato lo stesso le procedure di sfratto e avrebbero anche fatto firmare una scrittura privata all’affittuario, con la quale praticamente lo obbligavano a non denunciarle. La segnalazione però è partita lo stesso, da Goffredo D’Antona, avvocato di Giuffrida. Il dirigente Italia e la funzionaria Sciuto, come anticipato da Livesicilia, sarebbero stati rinviati a giudizio per turbativa d’asta nella gara per la “fornitura ed installazione di giochi per esterno, attrezzature e pavimentazione antitrauma”

Sembra dunque che la direzione Pubblica Istruzione sia stata investita dal ciclone Procura che, seppur in procedimenti diversi, ha praticamente messo sotto la lente d’ingrandimento i vertici di una dei settori comunali più importanti e strategici. Per l’assessore Mastrandrea e la sorella una grana non da poco, anzi un’accusa di aver dichiarato il falso, proprio lei, un membro dell’Amministrazione Bianco che dovrebbe dare l’esempio di legalità, trasparenza e correttezza. Il Gip Montuoro avrebbe addirittura rigettato la richiesta di archiviazione del Pm disponendo imputazione coatta per entrambe. Già la scrittura privata con cui sarebbe impedito  all’inquilino di sporgere denuncia, sarebbe stata giudicata “anomala” dal giudice e inoltre, secondo il Gip, le due sorelle Mastrandrea “hanno di fatto ammesso la falsità di quanto dichiarato al giudice civile”, oltre che “è davvero inspiegabile […] il motivo per cui le Mastrandrea hanno rinunciato di fatto ai diritti pienamente riconosciuti a seguito di una complessa e dispendiosa causa”

Per Italia e Sciuto la vicenda risale a due anni fa. Era il 2016 quando il “Direttore della Direzione Pubblica Istruzione, Sport, Pari Opportunità del Comune di Catania e Presidente delle commissione di gara Paolo Italia e Alfia Pina Sciuto in qualità di responsabile Unico del Procedimento e membro della commissione di gara avrebbero con mezzi fraudolenti turbato la gara” per la “fornitura ed installazione di giochi per esterno, attrezzature e pavimentazione antitrauma” aggiudicandola alla ditta Vastarredo Srl.

Secondo l’accusa i due avrebbero riportato, in alcuni allegati del bando, schede tecniche dal “contenuto esattamente identico da quanto riportato nelle schede tecniche di prodotti commercializzati da una ditta del gruppo Vastarredo Industrie Srl”. E non solo. Gli imputati avrebbero ostacolato “la partecipazione alla gara delle ditte partecipanti, richiedendo, pena l’esclusione dalla gara, attestazioni di conformità certificate da laboratori Sinal, ente di accreditamento non più esistente dal 2009”. “Il tutto , sempre secondo i magistrati, al fine di individuare fin dal principio l’impresa aggiudicataria della gara”.

Il procedimento nasce da una precisa denuncia della Green srl che, pur avendo proposto un ribasso maggiore, è rimasta fuori anche per una serie di contestazioni che l’avevano esclusa, come si evince dal verbale di gara che da sole, evidentemente, non avrebbero convinto i magistrati.