Alcuni dei disagiati dei quartieri Librino, Pigno e San Giorgio, nonostante lo sgombero della maggior parte di loro avvenuto ieri con l’aiuto della Caritas, ancora sono in Cattedrale: “Non vogliamo ostacolare i festeggiamenti per la festa di Sant’Agata- dichiara Aurora, uno dei volti simbolo della manifestazione-. Molti di noi adesso dormono nella sagrestia della vicina chiesa di Sant’Anna che ci è stata offerta in questi giorni, ma alcuni nostri rappresentanti restano dentro la Cattedrale, anche di notte. La protesta non è stata spostata né tanto meno messa in pausa, noi non molliamo!”. Le diciotto famiglie che hanno ormai innescato un duro braccio di ferro con l’amministrazione Bianco, torneranno a vivere dentro il Duomo intitolato alla Sant’Agata dal 13 febbraio in poi FOTO DI MARA TROVATOAnche senza materassi e masserizie di vario genere ad occupare la navata destra della Cattedrale, la protesta comunque continua senza lasciare il presidio. Questo perché le richieste delle famiglie, l’assegnazione di un alloggio popolare e un lavoro, non sono state accolte.

“In questi mesi abbiamo partecipato a vari incontri con Francesco Marano, consulente per i rapporti istituzionali del sindaco Enzo Bianco e il Prefetto di Catania, ma non sono serviti a nulla -afferma Aurora-. Recentemente ci hanno parlato di alcuni corsi formativi e l’assegnazione di un buono casa. Nel momento in cui abbiamo chiesto informazioni agli uffici di competenza nessuno è stato in grado di darci delle delucidazioni in merito, a dimostrazione che le proposte fatte dall’amministrazione non sono veritiere. L’aspetto più interessante di questa vicenda riguarda i corsi formativi, che a quanto pare sono inesistenti, ovvero non è stato mai presentato alcun bando pubblico al quale poter accedere”.

Continueremo a oltranza con la nostra protesta anche durante i festeggiamenti di Sant’Agata, senza ostacolarli -spiega-. Siamo cittadini catanesi e quindi devoti alla nostra santa patrona. Nel corso della giornata di ieri abbiamo effettuato un piccolo trasloco, spostandoci nella chiesa di Sant’Anna ma quanto detto non rappresenta un abbandono definitivo della Cattedrale”.

“Io insieme alle diciotto famiglie continueremo a soggiornare in Cattedrale tutto il giorno, con l’unica differenza che solo due di noi resteranno qui anche la notte, mentre gli altri dovranno recarsi nella chiesa di Sant’Anna. Torneremo a vivere tutti dentro il 13 febbraio. Non abbiamo intenzione di fermarci, quindi che nessuno si illuda. Vogliamo e pretendiamo delle risposte concrete dal parte del sindaco Enzo Bianco e della sua amministrazione”.