Come al solito i governi italiani dimostrano una straordinaria capacità di trasformare i problemi in tragedie: l’ultima attiene al repentino smantellamento del CARA di Mineo che sta determinando, senza alcuna programmazione e strategia, il tracollo di un’intera economia che si basava, giusto o sbagliato che fosse, proprio sulla struttura per i migranti. Adesso, lo spettro della disoccupazione per migliaia di famiglie. L’unica idea sinora formulata proviene dai 5Stelle: trasformare la struttura in un centro interforze militare europeo. Non sappiamo se fattibile e adeguata, ma è bene che qualcuno provveda per tempo a trovare una soluzione a quella che si annuncia come l’ennesima bomba sociale. E ci mancava solo questa.

Questa testata l’idea stessa del CARA a Mineo l’ha contestata sin da prima della sua istituzione, eravamo nel 2011.

E decine sono stati gli articoli dedicati soprattutto alla sua gestione, con alcune memorabili inchieste che hanno anticipato di anni quelle giudiziarie.

Ma nonostante la severità delle analisi, resta il fatto che i fenomeni che hanno rilevanza sociale vanno governati con un minimo di intelligenza.

La scelta dell’attuale governo nazionale di dismettere la struttura nella sua attuale funzione di centro accoglienza migranti può anche risultare opportuna, ma non può essere attuata in maniera così demagogica senza calcolarne le conseguenze.

Vero è che il CARA è stato certamente centro di potere, di scambi elettorali e malaffari di ogni tipo, tra l’altro con alcuni personaggi coinvolti nelle inchieste che ritornano ciclicamente come nulla fosse: ci torneremo a breve.

Il problema è che però i territori su cui il CARA insiste hanno rapidamente incentrato gran parte delle loro economie proprio sull’indotto generato dal sistema di accoglienza: quindi decine di cooperative con migliaia di addetti.

I comuni direttamente coinvolti nel consorzio di gestione sono Mineo, Castel di Iudica, Raddusa, San Cono, Vizzini, Licodia Eubea, Mirabella Imbaccari, Ramacca e San Michele di Ganzaria.

E ora? Si chiude e si buttano centinaia di famiglie in mezzo alla strada.

Un pò incosciente, lo smantellamento andava programmato con maggiore visione.

Un’idea è arrivata con una nota diffusa dal Movimento 5 Stelle che ha presentato un’interrogazione parlamentare che almeno ha il pregio di porre la questione che rischia di trascinarsi nel silenzio.

“Trasformare l’attuale Cara di Mineo in “un polo addestrativo e di formazione per le Forze Armate, le Forze dell’Ordine, la Protezione civile e i Vigili del Fuoco sia per la cooperazione militare (in chiave PESCO) che per iniziative di peacekeeping”.

È questa in estrema sintesi la proposta avanzata da una cinquantina di parlamentari del MoVimento 5 Stelle in un’interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e ai ministri della Difesa e degli Esteri Elisabetta Trenta ed Enzo Moavero Milanesi.

L’interrogazione ha come primo firmatario il Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati Gianluca Rizzo ed è sottoscritta, da tutti i deputati siciliani del MoVimento 5 Stelle, dalla Presidente della Commissione Affari Esteri Marta Grande, dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia e dal capo della delegazione presso l’Assemblea Parlamentare della Nato Luca Frusone.

“Il Centro d’accoglienza per richiedenti asilo (CARA) è stato fino a pochi mesi fa la più grande struttura in Europa in grado di ospitare extracomunitari richiedenti asilo. Il Consiglio dell’UE dell’11 dicembre 2017 – sulla base di una proposta presentata da Francia, Germania, Italia e Spagna – ha adottato una decisione con la quale è stata istituita la cooperazione strutturata permanente (PESCO) in materia di difesa, alla quale partecipano tutti gli Stati membri UE tranne Gran Bretagna, Danimarca e Malta. Da qui la richiesta del recupero della struttura del CARA di Mineo “attraverso progettualità legate al mondo della difesa con compiti di formazione in modo da consentire il rilancio del sito, l’applicazione delle linee guide del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta”, si legge ancora nell’interrogazione.

“Dopo aver ricordato le numerose missioni internazionali di pace a cui partecipa l’Italia, abbiamo sottolineato la capacità e peculiarità italiana nello svolgere queste fondamentali attività di pacificazione dei territori ove siamo presenti. La creazione di un polo di eccellenza europeo e mondiale nella struttura del Cara di Mineo consentirebbe di valorizzare le nostre capacità in campo di istruzione delle forze armate, per realizzare la cooperazione militare e razionalizzare le spese per missioni internazionali con progetti ricadenti sul territorio nazionale, riducendo l’esposizione di nostri militari a rischio in teatri operativi, taluni ostili”, concludono i deputati.”

È un’idea che a noi non pare peregrina, porterebbe sul territorio migliaia di operatori della difesa europea ed internazionale che andrebbero a rivitalizzare economie già pericolosamente in fase di depressione.

In ogni caso, e bisognava ragionarci prima, una soluzione va trovata: urgentissimamente!