In un momento storico in cui la Circonvallazione, arteria fondamentale per la città di Catania, caotica a tutte le ore, che raccoglie il traffico proveniente dai comuni pedemontani e da buona parte dei quartieri periferici della città, da Monte Po a San Nullo, da San San Giovanni Galermo a Barriera, è interessata dai lavori per la costruzione di due tratte della metro, la Borgo Nesima e quella che congiunge Catania a Misterbianco, ci siamo posti alcune domande. E abbiamo scoperto che…

Tra avvallamenti e numerose buche che costellano la strada, ci siamo chiesti: ma la Circonvallazione è a rischio dissesto? Esistono sistemi di drenaggio idonei e funzionanti per far scorrere l’acqua piovana in maniera non violenta?

La strada attraversa una vasta area di Catania ed è stata costruita su colate laviche, negli anni Cinquanta. “Sotto la Circonvallazione –ci dice, mappa alla mano, il professor Carmelo Monaco del Dipartimento di Scienze Geologiche di Catania – ci sono colate laviche di roccia massiva, quindi dure e compatte, e parti costituite da frammenti e quindi più friabili. Il terreno sotto l’importante arteria cittadina è molto variabile”.

“Il problema della Circonvallazione -continua il professore- è che nelle aree più piovose la colata lavica viene aggredita facilmente, considerato che cadono 1500 mm di pioggia all’anno sul versante orientale dell’Etna. L’acqua, essendo ovviamente soggetta alla gravità, tende a trovarsi una strada: se riesce a farsi largo tra le fessure nelle zone argillose resta in superficie, inizia a scavare e causa frane mentre, nelle aree costituite da rocce vulcaniche dure tende a penetrare nel sottosuolo. In questo suo percorso naturalmente erode le rocce e quindi possono verificarsi crolli in superficie, anche voragini. Per questo motivo sono fondamentali le vie di fuga, dei canali di drenaggio che devono essere previsti quando si asfalta una strada”.

Ma il professor Monaco non si sbilancia oltre sulle condizioni della Circonvallazione, sulla quale non ci sono studi tecnici recenti da parte del Comune. Gli ultimi studi sembrerebbero risalire agli anni Sessanta/Settanta.

Dunque ci si chiede quale sia l’attuale situazione dei canali di drenaggio, data la loro importanza per una strada così importante. Da anni si parla del canale di gronda Ovest che dovrebbe convogliare le acque dei paesi pedemontani, opera iniziata negli anni Novanta e mai resa funzionale. Riunioni, vertici tra sindaci, annunci di finanziamenti in arrivo dal Governo nazionale per il riassetto idrogeologico del territorio, non hanno ancora scongiurato il rischio allagamenti e smottamenti in quanto solo 4 comuni pedemontani hanno presentato i progetti per essere allacciati al canale o collettore pluviale b. E, in particolare, si tratta di Ficarazzi, Trecastagni, Nicolosi e Gravina. Di tutti i paesi etnei solo il comune di Sant’Agata li Battiati è allacciato al collettore tramite un canale che va dal centro abitato fino al Parco Gioeni.

A spiegare l’attuale situazione dell’eterna incompiuta di Catania è Luigi Bosco, assessore ai Lavori Pubblici. “Il canale di gronda est e nord-est sono funzionanti, ma la parte ovest, quindi il collettore b che sfocia nel mare a Sud della città, deve essere completato – dichiara il rappresentante del governo cittadino– mancano inoltre gli allacciamenti dei comuni pedemontani, perché per funzionare bene il collettore deve portare le acque di tutti i comuni al mare”.

Quindi l’opera risulta completa solo parzialmente, mancano due elementi fondamentali per dare senso alla sua funzionalità: l’allacciamento al canale di quasi tutti i comuni pedemontani e il suo completamento. “C’è ancora una galleria che deve essere ultimata – ha specificato Bosco – ma attualmente è chiusa quindi l’acqua della zona di San Giovanni Galermo Ovest non può essere canalizzata”.

“Le acque devono essere convogliate in punti specifici –spiega l’assessore Bosco-. Noi abbiamo sollecitato i comuni pedemontani a presentarci i progetti per far si che i rispettivi allacciamenti vengano inseriti in una buona posizione, ma ci viene risposto che mancano i soldi. Solo 4 comuni ci hanno consegnato i disegni, per gli altri aspettiamo ancora, un passo alla volta”. Insomma, sempre il solito scaricabarile.

“Ci stiamo adoperando per sbloccare tutto e completare il collettore b -racconta l’ingegnere assessore- abbiamo in mente anche di allacciare il Comune di Misterbianco. Verranno erogati, speriamo in poco tempo, 49 milioni di fondi nazionali. Attualmente, per i lavori di completamento siamo in progettazione esecutiva e stiamo aspettando l’assegnazione dell’appalto”.

Ma perché il corretto funzionamento del canale di gronda è così importante per la Circonvallazione?

Il canale di gronda che deve sfociare a Ognina dovrebbe dunque convogliare dentro di sé l’acqua che giunge dai paesi pedemontani a monte e farla confluire in mare in modo da regolarne la violenza quando piove e limitare il formarsi sull’asfalto di cedimenti anche importanti. “È fondamentale il suo completamento, collaudo e conseguente funzionamento  -conclude il professore Monaco- perché se riuscisse a drenare si risolverebbe il problema dell’assetto e degli smottamenti alla Circonvallazione quando piove”.

Dato che il canale ovest dovrebbe servire la Circonvallazione, ma attualmente non lo fa perchè è incompleto, va da se che l’acqua piovana non confluisce correttamente in quella zona. Pertanto, come rivelano gli studi di Monaco, se la Circonvallazione è a rischio allagamenti, la violenza dell’acqua può erodere il basalto lavico e provocare di conseguenza crolli o voragini.

“Le acque che scorrono superficialmente creano delle buche anche perchè con il passare del tempo si riduce lo spessore dell’asfalto -ha affermato sempre il rappresentante del governo cittadino- occorre anche un intervento mirato in tutte le zone più a rischio di Catania, ma ci vorrebbe molto tempo, 15/20 anni, non si risolve il problema in pochi mesi”.

Stando così le cose sembrerebbe dunque che la Circonvallazione sia a rischio dissesto e smottamenti. Quanto bisognerà ancora attendere, dunque, affinché il canale di gronda possa rendere sicure le nostre strade, la nostra città e trovare finalmente la sua completa funzionalità? Speriamo che oltre alla solerzia nei sopralluoghi per la corretta circolazione veicolare, come quello di ieri degli assessori D’Agata e Lombardo alla Circonvallazione, si possa essere altrettanto rapidi nel risolvere il problema della stabilità di una delle strade più importanti e frequentate dai cittadini.