Lunghissime attese e sporcizia non indifferente sono i problemi con cui le persone sono costrette a fare i conti al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro. I pazienti: “Si aspetta delle ore prima di essere visitati, il reparto, bagni compresi, è sporco e appena chiedi qualcosa al personale o si verifica il minimo problema, si infastidiscono”

La sala d’attesa non sembra essere particolarmente affollata, ma gli utenti attendono da ore di essere visitate e ci sono soprattutto persone di una certa età. Attraversando il corridoio si arriva subito dopo al pronto soccorso pediatrico dove, anche qui, genitori o nonni si lamentano per le attese cui sono costretti loro e i piccoli pazienti.

La signora Anna, la zia di un bambino in attesa di visita, spiega che sono li da ore e temono che, trattandosi di codice verde, passerà molto altro tempo.
“Non si può stare ore e ore al pronto soccorso, è allucinante, siamo qui già da un paio d’ore –si lamenta- Ma questo è niente purtroppo, c’è anche di peggio: posso raccontare che, non molto tempo fa, il cognato di una mia amica era stato portato in questo pronto soccorso per un incidente e ci è rimasto per 10 ore. La cosa si commenta da sola”.

La nonna di un piccolo paziente si lamenta della sporcizia del reparto e della scarsa disponibilità verso chi attende il proprio turno, da parte di alcuni operatori sanitari. “Per essere un pronto soccorso è davvero sporco –esordisce avvilita- i cestini sono sempre pieni, i pavimenti e i muri con sporcizia, per non parlare dei bagni dove l’odore è insopportabile”.

“Inoltre –continua la signora- appena uno chiede un’informazione al personale, che ogni tanto passa di sfuggita, ti rispondono a stento e in maniera quasi scocciata. Ho chiesto a un’infermiera dove venivano fatte le visite ai bambini e mi ha risposto che non ne aveva idea. Me lo ha spiegato un’altra signora che aspettava. Qua se chiedi qualcosa nessuno sembra sapere mai niente. Non metto in dubbio che non sia semplice lavorare in determinate condizioni, ma allora bisognerebbe aumentare il personale, se non basta, oppure ci vorrebbe una riorganizzazione generale”.

Facendo un giro per il reparto e sulle scale esterne effettivamente si nota ciò a cui fa riferimento la signora: i muri sono sporchi e macchiati con dei buchi nelle pareti in alcuni punti, così come nella porta di un bagno dove si avverte un odore nauseante e c’è sporco a terra e nel lavandino. Ma non finisce qui: uscendo nelle scale esterne, dal pronto soccorso pediatrico, dove le persone nell’attesa prendono un po’ d’aria, si trovano una miriade di cicche di sigarette a terra e annodato a una ringhiera si riconosce quello che, molto probabilmente, dovrebbe essere un tubicino per flebo o prelievi del sangue: che dire la scala sembra diventata una sorta di discarica.

“Bisognerebbe che i codici rossi fossero gestiti in un altro reparto per accorciare i tempi, ma non viene fatto –afferma un altro signore che attende-. In ogni caso non so se servirebbe davvero a molto: questa mattina siamo per lo più persone con codice verde e mi chiedo perché si aspetta così tanto lo stesso. Adesso, per il momento, non ci sono le attese che si verificano quando arrivano i pazienti con codice rosso, ma in ogni caso i tempi sono troppo lunghi”.