In un momento in cui la Sicilia letteralmente brucia, con notizie allarmanti che arrivano anche dal territorio etneo, con un comunicato il sindaco metropolitano Enzo Bianco annuncia come pronto un “Piano per il rischio incendi boschivi e di interfaccia”a seguito di un accordo stipulato tra la Città Metropolitana ed i Vigili del Fuoco per la tutela del territorio, con una somma impegnata di 70.000 euro. Ma i diretti interessati, i vigili appunto, per bocca del portavoce dell’Unione Sindacale di Base Carmelo Barbagallo, smentiscono categoricamente l’accordo, anzi denunciano “la mancanza di organico e mezzi, nel periodo dell’anno in cui la situazione è ben più gravosa per il gran caldo e i continui incendi quotidiani”

“La prevenzione degli incendi è importante perché risponde a due specifiche esigenze: l’incolumità dei cittadini e la tutela del nostro territorio”. Con questa frase il sindaco metropolitano Bianco annunciava il “suo” piano antincendi 2017. Mezza pagina di parole tra cui il vanto dell’accordo con i pompieri.

“La Città Metropolitana di Catania -si legge nella nota-ha da tempo instaurato una collaborazione con i Vigili del Fuoco e con l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste per attuare azioni tese non solo all’emergenza, ma soprattutto alla previsione e prevenzione degli incendi.
In particolare con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, nel passato, sono stati stipulati specifiche convenzioni con le quali, l’Amministrazione, ha finanziato il potenziamento del corpo dei Vigili del Fuoco per il Servizio antincendio boschivo mediante l’attivazione di n. 1 o 2 squadre di Vigili del Fuoco Volontari con sedi operative nel Comando Provinciale di Catania e nel Distaccamento di Caltagirone; l’attivazione di una squadra dei Vigili del Fuoco in servizio permanente nell’Oasi del Simeto.
Inoltre, in casi di emergenza, l’Ente ha collaborato con i Vigili del Fuoco mettendo a disposizione le autobotti dell’Ente per favorire il rifornimento dell’acqua durante le operazioni di spegnimento”.

Peccato che questo fantomatico piano non sia stato neanche comunicato a coloro che dovrebbero esserne i protagonisti: “Non si sa nulla ad oggi  -afferma senza mezzi termini Barbagallo- nulla di prevenzione nè sull’Etna nè il altre zone. Non c’è alcun ordine del giorno, e il comune attende ancora che il comando chieda un incontro per risolvere i problemi che si conoscono e per cui protestiamo a livello nazionale, ed anche per definire la questione della prevenzione, visto che la situazione è davvero critica”.

Oggi anzi, a riprova che si sta parlando del nulla, i vigili hanno manifestato, a livello nazionale e anche a Catania con un sit-in davanti la prefettura e successivo incontro formale e interlocutorio con il viceprefetto.

I pompieri vivono una situazione paradossale, con una cronica carenza da tutti i punti di vista. La protesta nazionale prende spunto dalla situazione disastrosa soprattutto nel Meridione, a causa delle temperature torride e del rischio incendio più elevato.

I guasti dovuti all’usura dei mezzi, bloccano gli interventi dei già pochi effettivi di Catania, che con estreme difficoltà si trovano a domare a rischio loro e dei cittadini, i tanti incendi che divampano costantemente.

Barbagallo racconta: “Le campagne bruciano ogni giorno, ed anche terreni e zone boschive. Di conseguenza c’è rischio per auto e abitazioni vicine, come poi accade, e noi dobbiamo intervenire, e muoverci continuamente in vari punti, svolgendo il servizio anche fuori Catania, a Paternò e dintorni ad esempio, come in queste ore, perchè siamo pochissimi e riusciamo a stento a farcela con i mezzi che abbiamo. Il rischio è grosso per noi ma anche per chi si trova in quelle situazioni”.

Abbiamo mezzi più che ventennali, non ne vogliono più, e quando comincia il ritmo duro di lavoro vanno in tilt, non reggono il carico esagerato. Abbiamo una carenza di organico di quasi 100 unità, non certamente indifferente per una città come Catania.

E ancora -“Il centralino unificato, con il numero a cui si chiama per ogni emergenze non aiuta, anzi crea ancora più disagi, come se non bastassero quelli che ci sono. Meno male che certi incendi sono isolati e si spengono da soli, perchè non possiamo certamente sdoppiarci. C’è stato un lassismo generale, dei dirigenti sia provinciali che regionali, e il nostro comando che avrebbe dovuto convocare una riunione con il sindaco Bianco, non ha fatto nulla ad oggi, nessuna richiesta ufficiale”.

E adesso, si attende questo piano di prevenzione antincendio, che pare essere già attivo…sicuramente nell’ufficio del sindaco metropolitano.