Il Gip Simona Ragazzi ha rinviato a giudizio Raffaello Giovanni Pedi, Rosario Simone Graziano Reitano, Salvatore Branchina e Alfio Giuffrida accusati di corruzione e associazione a delinquere nel processo Pubbliservizi, società partecipata dell’ex provincia. La prima udienza si terrà il prossimo 4 dicembre davanti la Terza sezione in composizione collegiale del Tribunale di Catania

Nel corso delle ultime udienze l’accusa, rappresentata dai pm Fabio Regolo e Fabio Saponara, ha chiesto una modifica del capo d’imputazione per Salvatore Branchina, responsabile unico dei procedimenti della Pubbliservizi. L’uomo, accusato di corruzione e associazione a delinquere insieme ad Alfio Giuffrida, dovrà rispondere anche dell’assunzione di Lucia Badalà, avvenuta durante il suo mandato.

Il Gup Daniela Monaco Crea, invece, ha rigettato la richiesta di patteggiamento mossa dall’imprenditore Simone Graziano Reitano e dal responsabile della manutenzione dell partecipata, Raffaello Giovanni Pedi, nonostante il parere positivo dei pm.

Inizia così la prima parte del processo Pubbliservizi nato dall’operazione “Cerchio Magico“, condotta dalla Guardia di Finanza, che ha permesso di far luce sull’assegnazione d’appalti riguardanti il settore dell’energia elettrica e in particolar modo dell’edilizia. Questi, secondo l’accusa, sarebbero stati effettuati in violazione delle norme contenute all’interno del Codice Degli Appalti.

A mettere in atto la truffa realizzata attraverso la Pubbliservizi ai danni della Città Metropolitana, costituitasi parte civile all’interno del procedimento, sarebbero stati l’ex presidente Adolfo Maria Messina, accusato di peculato e corruzione, insieme al consulenti Alfio Massimo Trombetta, a sua volta accusato di corruzione e associazione a delinquere. Il giudice Ragazzi ha accolto la loro richiesta di rito abbreviato e deciderà sul loro rinvio a giudizio il prossimo 13 aprile.