Da diciotto mesi a Sant’Agata Li Battiati, piccolo ma importante e noto centro pedemontano a due passi da Catania, tra Gravina, Tremestieri e San Giovanni La Punta, l’amministrazione comunale con in testa il Sindaco Marco Nunzio Rubino, eletto nel 2017, sta facendo ottime cose, con risultati evidenti malgrado il forte indebitamento ereditato dall’amministrazione precedente. Etica del lavoro, abnegazione, disponibilità, lungimiranza e voglia di fare sono alcuni dei pilastri su cui si basa questa giunta


“Sembra passato molto più tempo, invece sono solo diciotto mesi, ma c’è l’impressione anche da parte dei cittadini che l’amministrazione lavori da diversi anni”. Questa frase, pronunciata proprio da Marco Rubino, può riassumere in positivo il periodo trascorso dall’elezione del giugno 2017 ad oggi. Perché malgrado non siano trascorsi nemmeno due anni dal voto, si è fatto molto per Battiati, da subito, lavorando senza sosta. Inoltre, è evidente come l’aria sia diversa, con il paesino decisamente più vivo e vivibile, e non più il grande “dormitorio” catanese che era fino a qualche anno fa.

“I risultati penso siano evidenti, come anche il  forte dinamismo dell’amministrazione comunale, e si può dire con orgoglio e umiltà”-spiega il Sindaco Rubino- “che tutti dentro il comune devono lavorare sodo e produrre per il proprio territorio; e tutti davvero, dirigenti e impiegati, si spendono e mi seguono alla grande. Infatti l’accelerazione si nota dagli atti amministrativi che quotidianamente vengono realizzati, oltre che dalle opere esterne”.

Interventi effettuati a 360 gradi, alcuni anche davvero essenziali, come l’apertura della strada di collegamento tra via Balatelle e via Madonna di Fatima, chiamata via Sant’Agata, ma anche i lavori di ampliamento e adeguamento dell’asilo nido comunale o la manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione con l’integrazione dei pali mancanti in diversi punti del paese.

Le motivazioni che spingono il Sindaco di Battiati sono semplici: “Io amo questo ruolo, amo la scienza della politica, e ne sono fiero e orgoglioso. Per farlo bene bisogna fare le cose ordinarie, ma non solo, avere anche una visione lungimirante, guardando avanti, per il proprio paese e territorio. Molti pensano che le infrastrutture si possano realizzare, senza poi pensare al domani. In realtà la questione è ben più complessa, perché i fondi per la realizzazione e la gestione poi, non possono essere presi dal bilancio comunale. Io non credo sia corretto, perché graveranno sui cittadini, per cui cerco in tutti i modi di trovare linee di finanziamento esterne. Vorrei davvero poter abbassare le tasse, perchè so che a Battiati si è già al massimo, ma al momento ho difficoltà a farlo e me ne rammarico, a causa degli enormi debiti che si devono ancora pagare e che ingessano l’amministrazione anche per la realizzazione di altri progetti. In modo consapevole e responsabile, io credo che come un buon padre di famiglia, sia necessario prima saldare i debiti e poco a poco fare tutto il resto”.

Difficoltà non da poco, e di certo non solo per Sant’Agata Li Battiati, data l’attuale situazione debitoria di molti altri centri della provincia e di Catania stessa, ormai ufficialmente in dissesto. Ma l’amministrazione Rubino si avvale, per tentare di risalire la china, anche della lunga esperienza del Sindaco, come manager e imprenditore: “Ho cercato di portare molto di quanto imparato nella gestione di un’azienda, nel fare l’amministratore della cosa pubblica ed infatti ho previsto un piano economico gestionale, che qualora dopo un certo periodo predefinito, non dovesse dare risultati concreti, verrà rimodulato, esattamente come avviene nelle aziende“.

Sulla questione fondi pubblici, Rubino finora è stato in grado di recuperarne una grande quantità, soprattutto dall’Unione Europea, per portare a termine alcuni progetti davvero importanti, come quello della ristrutturazione totale della biblioteca comunale con ampliamento e creazione di un piccolo teatro (promesso anche in campagna elettorale): “Io cerco fondi ovunque, con il lavoro attento di tutti, e ne ho trovati di importanti, che non vadano a gravare sul bilancio. Ad esempio quelli per l’adeguamento sismico del palazzo comunale, che in caso di emergenze, deve diventare la casa del cittadino e restare in piedi. Ben un milione e 94000 euro dal dipartimento di protezione civile, che con un piccolo co-finanziamento comunale, consentirà di mettere a norma il Comune. Altro importante finanziamento è quello per la biblioteca, perché io credo che di cultura si debba e si possa vivere, ed è giusto che i cittadini abbiano un luogo di incontro, formazione e informazione“.

Sulla buona politica, che abbia voglia di fare e creare, Rubino esprime duramente il proprio pensiero: “Il futuro della politica è il dialogo. Io da amministratore locale, a livello regionale constato come si siano abbassati, in circa 20 anni i finanziamenti ai comuni e questo è gravissimo. Poi dal punto di vista della politica nazionale, credo ci sia ormai troppa demagogia. Un sindaco non può mentire se fa delle promesse perché viene poco dopo scoperto. Chi parla a livello nazionale, e promette, lo fa spesso con l’atteggiamento da talk show. Da Roma dovrebbero arrivare i finanziamenti per il territorio, che i sindaci dovrebbero poi gestire, perché sono gli 8000 comuni d’Italia che fanno il paese. Oggi e da tempo purtroppo questo non sempre avviene”.

Dunque, è forte la speranza che anche a livello nazionale qualcosa si possa muovere sul serio e di nuovo: “Buona parte dei miei colleghi sindaci, dimostrano la stessa voglia di fare e tra noi c’è un certo dialogo positivo, perché facendo rete si può realizzare qualcosa. Io cerco soldi e fondi per la realizzazione di opere pubbliche e non temo il duro lavoro, perché chi fa politica deve farla non solo per gli onori ma anche per gli oneri, e per lasciare qualcosa di importante, altrimenti si rimane semplici burocrati”.

I risultati di cui Marco Rubino va più orgoglioso sono quindi certamente i finanziamenti europei ottenuti e che hanno consentito di realizzare fatti senza ulteriori danni alle finanze del Comune, ma molto altro si cercherà di fare: “Abbiamo lavorato sulla pubblica illuminazione, che di qui a 18 mesi sarà del nuova e migliorata; ma non solo perché verrà realizzato l’impianto di video sorveglianza per il territorio, ma anche piccoli progetti per i cittadini come le biciclette elettriche, dopo aver già posto in essere vari eventi sportivi, concerti, spettacoli, ma anche servizi essenziali come la pulizia delle caditoie, la manutenzione del verde pubblico, i servizi navetta e scuolabus, il centro anziani o la casa dell’acqua”.

Una serie di risultati da migliorare e implementare, anche e soprattutto con l’ausilio degli uffici comunali, su cui si è intervenuto in modo importante: “Abbiamo iniziato a lavorare ad un sistema informatico che consenta di unificare i servizi comunali con un solo software, per fare anche le gare pubbliche a livello telematico. Siamo tra i primi comuni ad avere adottato il bilancio in tempo reale. Cerchiamo di fare in modo che si conoscano entrate ed uscite e ci sia un giusto bilanciamento di queste. E’ fondamentale, perché fare il bilancio nei termini, significa avere le carte in regola. Abbiamo con fatica speso solo in funzioni delle entrare, cercando di dare i servizi, rispettando le regole di Stato, Regione e Corte dei Conti. Per far tutto bene bisogna purtroppo anche attenersi ai tempi della macchina burocratica amministrativa”.

Infine, il Marco Rubino si rivolge ai concittadini ma anche agli amministratori del futuro, con un auspicio: “Io voglio e devo produrre per chi vive questo territorio seppur con mille difficoltà; ci sono enormi potenzialità da sfruttare e spero anche i miei concittadini lo capiscano. Mi piacerebbe che i futuri politici possano credere in ciò che fanno, possano avere competenza, cultura e storia personale, seria, competente, onesta e rigorosa, votata al sacrificio. Ci sono grandissime assunzioni di responsabilità in questi ruoli, e la Sicilia paga ancora ciò che ha fatto e fa la vecchia classe dirigente, a cui stanno bene le difficoltà della gente, perché grazie a quelle ottiene il clientelismo. Ecco, io mi auguro di poter fare diversamente, a prescindere da partiti e ideologie”.