È stato presentato davanti ad un folto pubblico a Catania, presso la libreria Cavallotto di Corso Sicilia,  il libro “Vite Storte” di Nunzia Scalzo per A&B editore e ce ne offre un efficace resoconto Anna Agata Mazzeo, immagini di Melania Mertoli.

Il pubblico numeroso ha assistito alla presentazione moderata dalla giornalista Caterina Andò, con i relatori: Senatore e Avvocato Enzo Trantino, il professore Erminio Costanzo neuro-psichiatra dell’ospedale Cannizzaro, l’avvocatessa Giovanna Borrelli e lo scrittore Domenico Seminerio.

Il libro è una raccolta di racconti di cronaca, di omicidi accaduti in Sicilia e/o con protagonisti siciliani, fatti accaduti nella prima metà del secolo scorso. Omicidi risolti o irrisolti con il tanto discusso ed inflazionato “Delitto d’onore” (ex art. 587 C.P.), anche quando il carnefice aveva premeditato tutto ad arte.

Nunzia Scalzo, giornalista per la testata di “Repubblica” ed anche consulente di grafologia per il Tribunale di Catania, ha saputo coniugare con professionalità l’imparzialità del cronista alla passione dello scrittore.

Il risultato è un libro che conquista il lettore curioso e intriga pagina dopo pagina, grazie alle descrizioni dettagliate, alle testimonianze  recuperate dagli atti giudiziari, alle trascrizioni di stralci di diario di alcune protagoniste dei fatti agghiaccianti, sapientemente elaborati attraverso il metodo dell’epitaffio che fece il successo dell’Antologia di Spoon River del celebre poeta statunitense Edgar Lee Masters. Nunzia Scalzo, da narratrice onnisciente, dona la voce alle vittime, ma anche ai carnefici, per raccontare il fluire dei sentimenti di amore, dolore, o rabbia, che li animarono fino a condurli alla morte o alla carneficina.

Visti i numerosi fatti di cronaca etichettati con il termine “femminicidio”, il libro risulta essere di grande interesse di attualità, e non si pensi, come difende l’avvocato Trantino che, destinatario possa essere esclusivamente un pubblico di genere femminile, “dobbiamo coinvolgere gli uomini e far capire loro quanto si è  subito e quanti uomini perdono la ragione uccidendo la madre dei loro figli, affinché si possa operare una trasformazione culturale nella società, perché la violenza e la violenza sulle donne è un fatto culturale.”

Dello stesso avviso è lo scrittore Domenico Seminerio, invitato in qualità di testimone in merito al racconto del duplice omicidio di Caltagirone, “a quell’epoca i padri in casa erano spesso assenti, l’educazione dei figli era esclusivamente a carico delle madri, che dovevano far ‘diventare un uomo’ un ragazzino che raramente aveva un buon esempio da seguire, con il triste risultato di allevare uomini dalla mentalità maschilista, senza rispetto per le donne, anche a causa del fatto che difficilmente le donne riescono a solidarizzare con le altre donne”.

Filo conduttore della raccolta è l’insulto atavico “Le femmine sono tutte buttane” e qualsiasi cosa accada loro la società sentenzia con un: “se l’è cercata”.

Come ha illustrato l’Avvocatessa Giovanna Borrelli la famiglia nel secolo scorso era ancora una famiglia patriarcale, l’uomo in quanto capo famiglia decideva di moglie e figli, perpetrando una cultura maschilista. Il delitto d’onore in caso di adulterio verrà abolito definitivamente nel 1981, ma fino a quel momento il legislatore aveva dato peso alla morale, all’onore leso da recuperare attraverso la vendetta e l’omicidio.

L’intervento del neuro-psichiatra Dott. Erminio Costanzo ha edotto il pubblico in merito alle differenze anatomiche e cognitive dei due generi, illustrando anche i diversi modi di innamorarsi.