“Sono due anni che se n’è andato, ma è come se fosse ieri. Mario ha rappresentato, per noi giornalisti siciliani che lo abbiamo apprezzato e gli abbiamo voluto bene, un grande esempio”. Così il presidente dell’Unione Pensionati Siciliani, Natale Conti ha voluto ricordare Mario Petrina nel corso della festa, organizzata nella sede dell’ordine regionale dei Giornalisti, per la consegna del premio intitolato al noto giornalista, alla giovane Sabrina Redi, catanese di 27 anni che ha vinto il premio con il suo articolo dedicato al grande atleta siciliano Salvatore Antibo

Il premio è stato promosso dall’Unione nazionale Giornalisti Pensionati con il presidente Guido Bossa presente all’evento insieme al presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti Giulio Francese, al segretario nazionale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Caro Parisi , al presidente di Casagitservizi Giampiero Spirito. Messaggi sono giunti dal presidente dell’Inpgi (l’istituto di previdenza dei giornalisti ) Marina Macelloni, dal Presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna, dal segretario della Fnsi Raffaele Lorusso. Per l’Inpgi era presente il consigliere generale dell’Inpgi 2 Orazio Raffa.

Sabrina è stata scelta tra 29 candidati concorrenti. Il suo articolo dedicato alla sfortunata carriera del fondista palermitano Antibo ha fatto commuovere lo stesso sportivo presente alla cerimonia. L’articolo esaltava le doti di Antibo, di atleta e di uomo, fermato da una malattia nel momento più bello della sua carriera di atleta. Il pluricampione ha denunziato la solitudine degli atleti usciti di scena.

Tanti gli amici storici e i colleghi di Mario Petrina presenti, c’erano Attilio Raimondi, Agostino Sangiorgio e Francesco Causarano oltre alla famiglia del giornalista con la moglie Teta, le figlie Michela giornalista e direttore responsabile di Sudpress, l’altra figlia Claudia e i nipoti.

“Sportivo, calciatore di buon livello -ha poi proseguito Conti ricordando Mario Petrina- al punto da aver sfiorato la promozione a titolare del Catania, ma in età matura del Catania era stato anche vicepresidente.

Professionalmente tra i big della redazione sportiva della Rai, nel sindacato segretario dell’Assostampa siciliana ma anche vicesegretario vicario della nostra Federazione, in materia ordinistica presidente dell’ordine dei giornaloisti, ha ricoperto incarichi in Casagit ed infine nell’Unione Giornalisti Pensionati, prima revisore dei conti, poi vice presidente vicario dell’Unione.

Ma fermarsi all’arida biografia non sarebbe giusto per Mario. In politica ha fatto parte di una schiera di giovani repubblicani che avevano abbracciato le idee di Ugo La Malfa.

Ma tutto questo non riesce a dire cosa veramente Mario Petrina è stato. Perchè al di là di tutto Mario è stato un uomo del rinnovamento della nostra professione. Ha conquistato ancora giovane e leader di un gruppo di giovani colleghi la segreteria del sindacato al termine di un congresso a tappe, iniziato a Palermo, proseguito ad Agrigento e concluso all’hotel Europa di Messina.

Lì nacque un’autentica rivoluzione professionale. Insieme a lui, per la prima volta, abbiamo creato una struttura di dirigenti sindacali con una donna, la compianta Marina Pino, alla presidenza.

Da sindacalista ricordo la sua grande capacità di far revocare dal Giornale di Sicilia il licenziamento di un collega, reo di aver dato all’Espresso, utilizzando un telefono del giornale, un articolo che il suo giornale non ha voluto. Il licenziamento era ormai passato, ma Mario, con l’aiuto di qualche collega, riuscì a sventarlo

Da presidente dell’Ordine  nazionale Mario è stato un amico dei colleghi tutti, da chi doveva andare a fare esami professionali, a chi aveva perso il lavoro, a chi chiedeva di fare l’esperienza di commissario agli esami professionali. La porta del suo ufficio in Lungotevere de’ Cenci era sempre aperta.

E’ stato soprattutto abilissimo nel fronteggiare e vincere, tenendo bassissimi i toni, la battaglia contro l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. Non fu raggiunto il quorum, quindi il referendum di Pannella cadde nel vuoto.

Bravo Mario, anche nei suoi ultimi anni nell’Unione Giornalisti Pensionati, bravo al punto che pochi mesi prima di lasciarci, quasi trascinandoci, aveva voluto partecipare ad una delle ultime riunioni del Consiglio dei pensionati. Ormai vicino alla fine aveva voluto essere lì, con noi, coi suoi colleghi, fino all’ultimo, quasi volendo rispondere ad un dovere, quello della solidarietà tra i colleghi, del lavoro per i colleghi.

E’ per questo che per me è un onore essere qui a ricordarlo con una iniziativa che è dei suoi colleghi, un premio a suo nome, che ha mosso oggi il suo primo passo e che speriamo possa moderne tanti ancora.

Perché Mario è stato un esempio, per tutti noi giornalisti. E l’affetto per lui viene anche dai tanti colleghi che oggi occupano incarichi importanti che hanno inviato messaggi e ai quali sento di dire un grazie sincero”.