Medici precari sul piede di guerra. Si è appreso, in questi giorni dell’assunzione di alcuni dirigenti medici, tra cui uno trasferito dall’ospedale Cannizzaro, dove c’era un’eccedenza, all’ospedale Garibaldi di Catania, mentre in migliaia in Sicilia, con contratto a tempo, attendono l’agognata stabilizzazione.

Con delibera 903 del 30 novembre scorso, il direttore generale Giorgio Santonocito ha proceduto, si legge nella delibera pubblicata nel sito web dell’azienda sanitaria “Garibaldi” di Catania, al “riassorbimento dell’eccedenza di una unità di personale Dirigente Medico di Ortopedia proveniente dall’Azienda Ospedaliera “Cannizzaro” di Catania.

Ma, a quanto pare, altri medici sarebbero stati inseriti in altre aziende ospedaliere siciliane, tra cui alcuni al Vittorio Emanuele di Catania, con la delibera n°1613 del 30 settembre 2016, e un altro al Papardo di Messina. Come recita il Prot. N. 73416 del 28/12/2016 dell’azienda sanitaria messinese, per non “mettere a rischio la sicurezza del paziente e conseguentemete quanto stabilito dalla carta costituzionale, e contro “la logica esclusivamente burocratica dell’Assessorato Regionale.

Questo applicando di fatto la circolare dell’Assessorato alla Salute n. 28551 del marzo 2016, che detta le linee guida per il reclutamento del personale sanitario. Circolare fino ad ora messa in stand-by dallo stesso Assessorato, in attesa della definitiva approvazione delle reti ospedaliere da parte del Ministero della Salute. Domani, a tal proposito, ci sarà una riunione con i sindacati  a Palermo, in assessorato.

E, a quanto sembra, anche nonostante il divieto di assunzione da parte delle Aziende Sanitarie Regionali, più volte reiterato nel corso degli ultimi mesi, che è di fatto la causa delle gravi carenze di organico del SSR e che condanna migliaia di operatori sanitari regionali a lavorare da anni all’insegna della precarietà. 

Ma l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, a margine dell’incontro di ieri al Vittorio Emanuele con il sottosegretario Faraone, nega decisamente queste assunzioni e ancor più di aver rilasciato un’autorizzazione a far svolgere attività assistenziali, a personale universitario, “in virtù di un protocollo d’intesa sottoscritto con l’Università di Catania” di cui Sudpress è entrata in possesso. autorizzazione-assessorato-salute-2

“Forse lei si riferisce ai direttori delle strutture complesse e i primari per le discipline che riguardano l’emergenza urgenza, glielo posso assicurare” ci ha stoppato seccamente l’assessore.

Ma intanto, ieri in serata, il sindacato Anaao-Assomed che ha proclamato lo stato di agitazione, ha diramato un comunicato in cui sembra smentire il rappresentante del Governo regionale. “Non si possono fare deroghe per gli universitari. La norma deve essere uguale per tutti”, si legge inequivocabilmente nella nota. 

Ieri, nel corso dell’incontro-lampo, sempre a seguito della riunione a porte chiuse con il sottosegretario Faraone, alla presenza di politici e rappresentanti delle istituzioni, i medici dirigenti dell’azienda Policlinico-Vittorio Emanuele hanno inscenato la protesta in modo forte, con tanto di cartelli, in rappresentanza di tutti i precari della Sicilia

Da anni l’assessorato ha più volte respinto le richieste di immissione in servizio sia dei vincitori di concorso, sia degli idonei collocati in posizione utile nelle graduatorie di merito di selezioni espletate ancor prima del blocco delle assunzioni del Novembre 2012; e, non ultimo, i medici che attendono l’avvio delle procedure di mobilità e dei nuovi  concorsi.

Nelle more, l’assessore si è limitato a prorogare i contratti fino a giugno, e anche le graduatorie dei concorsi già svolti, scadute il 31 dicembre, “in modo tale da stabilizzare il personale e dare efficienza a questi operatori” ha dichiarato.

Più che una soluzione al problema appare come rimandare il tutto sotto compagna elettorale, forse per le politiche si voterà già il prossimo giugno, si vocifera tra gli indignati.

Esprimiamo un profondo senzo di felicità e soddisfazione -affermano sarcasticamente i precari- per il traguardo raggiunto da questi colleghi per la loro carriera, anche se questo pone  una disparità di trattamento con tutti gli altri dirigenti medici ed operatoratori della Sanità che, dopo anni di precariato, attendono risposte dall’assessorato”.

“A questo punto -concludono- o l’Assessore ha le idee confuse o i Direttori Generali non leggono e non ascoltano le sue dichiarazioni. Forse è il caso che si chiariscano un po’ le idee; con l’auspicio che questo “chiarimento” possa finalmente dare il via all’immediata assunzione di tutti “gli altri” medici e sanitari, nel rispetto delle regole di trasparenza e pari opportunità”.