Anno nuovo vizi vecchi. Ogni volta che torniamo a parlare di Consorzi di Bonifica non è mai per dire cose belle.
E anche in questo inizio 2019 il trend è confermato.


Più soldi e più personale, queste le richieste fatte al Governo Regionale dal Commissario Straordinario Francesco Nicodemo.

La motivazione starebbe negli eventi alluvionali dello scorso autunno, che avrebbero portato “ingenti danni alle strutture di bonifica, irrigue e idrauliche”.

Ma la rachiesta di stanziamento ha comunque dell’incredibile: QUATTRO MILIONI E MEZZO DI EURO.
4.500.000 euro per una partecipata regionale che non fa altro che cumulare debiti.

Ma non basta.

Perché con la lettera che vi alleghiamo, in realtà il Commissario Straordinario richiede un ULTERIORE finanziamento, stavolta per incrementare di 30 ore lavorative l’impegno degli lavoratori stagionali.

Ma forse bisogna fare un passo indietro per chiarire a chi non conosce o non ricorda le dinamiche dei Consorzi di Bonifica qual è lo stato dell’arte di quello che da più parti è stato definito uno dei “carrozzoni” e degli “stipendifici” della Regione Siciliana,

Il Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale conta 534 dipendenti a tempo indeterminato.

Da un ente che si occupa prevalentemente di irrigazione ci si aspetterebbe un alto numero di operai, che poi sono quelli che vanno sul campo e si occupano dell’irrigazione e della manutenzione ordinaria degli impianti.

E invece no.

Su 534 dipendenti a tempo determinato, solo 222 sono operai. Il resto sono tutti dirigenti e personale amministrativo.

Il comparto catanese conta un totale di 123 dipendenti. Di questi SOLO 23 sono operai.

Da questo ne consegue che ogni anno tantissimi stagionali vengono impiegati per fare quello che 534 dipendenti a tempo determinato non riescono a fare: erogare l’acqua agli agricoltori.

Che poi sarebbe il “core business” aziendale.

Con un tira e molla perenne: gli stagionali non vengono agganciati per tempo, la manutenzione degli impianti non viene effettuata, i canali non funzionano, quel poco d’acqua che si riesce ad erogare spesso non arriva perché i dotti sono ostruiti, gli agricoltori protestano, molti non pagano, moltissimi fanno richiesta di risarcimento danni, gli stagionali fanno meno ore del pattuito perché l’azienda dice che non ci sono soldi.

E si va avanti così. OGNI ANNO! DA DECENNI!

Quest’anno, secondo quanto riferito dal sindacato SIFUS, sempre attento e sensibile a questo tema, pare che i lavoratori stagionali dei Consorzi di Bonifica avranno tutte le ore che gli spettano e cominceranno in tempi utili. “Bene, se arriverà anche la stabilizzazione rispettando i POV” riferisce ai lavoratori il sindacalista Ernesto Abate in un video sulla pagina Facebook. “Anche se non si sa ancora come saranno coperti gli stipendi degli altri mesi (quelli invernali, non previsti nei contratti stagionali, ndr) perché l’azienda NON HA FONDI SUFFICIENTI”.

Sì, perchè ricordiamocelo, tutta la trafila di mancati pagamenti e richieste di danni comporta un danno immane per i Consorzi. E, come sempre, sono gli agricoltori a pagare le inefficienze consortili: in bolletta! I costi infatti vanno sempre a carico degli utenti, perché gravati sul bilancio consortile.

Il Consorzio della Sicilia Orientale ha chiuso il 2017 con un disavanzo di amministrazione pari a 228.441 euro e un risultato di esercizio pari a – 1.470.478 euro. E del 2018 non abbiamo ancora notizie.

E allora come coprire i costi “straordinari” (che straordinari non sono)?

Con non uno ma ben due finanziamenti straordinari della Regione. Come al solito. Ovvio.