The Post (2017) di Steven Spielberg. “Quinto potere”, il potere della stampa (more solito) ostracizzato dal potere politico che vorrebbe imbavagliarlo. Incalzante thriller politico The post di Spielberg porta sul grande schermo una delle più eclatanti vicende della recente storia americana: la pubblicazione dei cosiddetti segretissimi “Pentagono Papers” nel 1971, trafugati dal Pentagono da un “pentito”, una “talpa” che in una scena spiega i motivi morali del suo gesto. Al centro della vicenda il colpevole occultamento della verità e delle fallimentari strategie militari USA durante la sanguinosa guerra in Vietnam, pubblicati in principio dal “New York Times” (subito bloccato dall’autorità giudiziaria) ma coraggiosamente ripresi e proseguiti dal Washington Post

Esaltazione del coraggio individuale – in particolare dell’editrice del giornale Kay Graham (Meryl Streep), fermamente decisa dopo legittimi tentennamenti a rivendicare il proprio ruolo primario contro la strapotere maschilista da cui è circondata (un elemento da non sottovalutare), sostenuta solo dall’ostinato direttore Ben Bradlee (Tom Hanks) che, contro tutto e tutti, osano sfidare i poteri forti (la Corte Suprema e la Casa Bianca, allora retta da Richard Nixon, fautore ad oltranza della guerra).

Fuori da ogni retorica trionfalistica, The Post è soprattutto un inno solennemente levato a favore della libertà di stampa (di cui il cinema americano ha già dato prove convincenti), icasticamente riepilogato in una delle sequenze finali (dopo la vittoria del giornale contro la censura) nella frase “I giornali appartengono a chi è governato, non a chi governa”. Grande tensione, tesissimo dalla prima all’ultima inquadratura, straordinariamente incalzante ed avvincente e superba prova attoriale dei due protagonisti (Meryl Streep è candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista), il film ha avuto 6 nomination ai Globes 2018 ed è lanciatissimo verso Oscar come Miglior Film. In fondo un’esaltazione dei poteri limpidi, trasparenti, in una parola “onesti” e portatori di un’etica, a cui aspira la gran parte dei governati (l’opinione pubblica si schierò apertamente dalla parte dei giornali), contro quelli occulti, arroganti e menzogneri. Di sghimbescio anche una ricostruzione dell’arroventato clima politico del tempo.

Miglior film dell’anno secondo l’America Film Institute. Sceneggiatura di Liz Hannah e Josh Singer.  The Truth is more important now than ever (motto del New York Time).  Ottimo l’intero team dei collaudati interpreti: Tom HanksMeryl StreepSarah PaulsonBob OdenkirkTracy LettsBradley WhitfordBruce Greenwood,Matthew RhysAlison BrieCarrie CoonDavid CrossJesse PlemonsMichael StuhlbargZach Woods