A cose fatte (a bombardamenti avvenuti) una serie di questioni spaventa ancora più di prima. Occorre per questo avere capacità di analisi e capacità di reagire anche con la passione. 

Per alcuni versi quanto accaduto sembra una specie di deja-vu, quasi che ogni tanto i poliziotti internazionali abbiano bisogno di usare le ‘pistole’ per ragioni che non hanno niente a che fare con i ‘crimini’ commessi.
Però poi capisci che un poliziotto internazionale comunque serve.
Anche se a volte i poliziotti si fanno ‘prendere la mano’.
Tuttavia c’è una stranezza in questa attività di polizia internazionale.
Se devi arrestare qualcuno non glielo dici prima.
Invece negli attacchi internazionali ci si avverte reciprocamente.
Ma allora perché farlo?
Non basterebbe mostrare i muscoli da lontano?
Appunto la deterrenza.
Evidentemente la deterrenza non basta.
Allora ti chiedi se non basta perché è uno strumento insufficiente, oppure perché se dai le pistole ai poliziotti, prima o poi quelle pistole devono essere usate, altrimenti quei poliziotti cominciano a sentirsi un po’ inutili.

Maurizio Caserta è professore Ordinario di Economia Politica presso l’Università di Catania. Dal 2010 fa parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Sicilia. Dal 2011 della Fondazione RES. Affianca alla sua attività di ricerca scientifica, che le lo vede coinvolto in organismi nazionali e internazionali, quella di saggista su temi di economia politica. A Catania, la sua città di origine, è particolarmente conosciuto per il suo impegno civile. È presidente dell’Associazione Mediterraneo, Sicilia, Europa sul cui sito è stato lanciato il progetto Public Space, uno spazio pubblico a disposizione per il confronto delle idee.