La caserma Rinaldi si trova quasi alla fine del corso Italia, a pochi metri da piazza Europa, incastonata tra le ultime ville liberty della città finalmente ristrutturate e gli eleganti palazzi della Catania bene. È la sede del Reparto Operativo della Polizia di Stato, gli uomini che stanno in strada, quelli adibiti ai servizi più massacranti, dall’anti sommossa ai pattugliamenti alla cattura dei delinquenti. Non è la prima volta che il sindacato ne denuncia lo stato di degrado che risulta davvero umiliante,  degradante e non si capisce il perché di tanta sciatteria. Si dovrebbero spiegare i motivi per i quali servitori dello stato, e non è solo il caso della Rinaldi o della sola polizia, impegnati nella tutela dell’ordine e della legalità vengano trattati così: “Qualcuno vuole farli incazzare?”

A denunciare la vicenda è il segretario provinciale del SIAP Tommaso Vendemmia, che alla denuncia allega le foto che pubblichiamo.


Il comunicato:

“Il caso della “Diciotti”, semmai lo sia, ha riproposto lo stesso tema di sempre, ovvero che le indecisioni della politica producono complessi problemi di ordine pubblico che grava solo sulla Polizia.

Gli inutili giorni passati al porto catanese, per i poliziotti del Reparto Mobile e le conseguenti tensioni, ripropongono lo stesso tema, ovvero quello del “diritto”.

Per i lavoratori della Polizia, di stanza al Reparto Mobile, però, i diritti ormai sono utopistici, in riferimento ai luoghi ove devono soggiornare e distendere la tensione del servizio.

Il Siap a fine luglio, ha presentato un esposto alla Procura catanese riguardo le condizioni strutturali generali della caserma Rinaldi di corso Italia, parzialmente chiusa per pericolo di cedimenti di ambienti interni ed ha inviato copiosi verbali di sopralluogo, al Dipartimento di P.S., alla Prefettura ed infine anche un appello al Sindaco di Catania, da poco eletto, ma nulla di ciò basta a far intervenire chi di dovere per i dovuti interventi.

Intanto, i poliziotti al rientro dei servizi, come quelli fatti al porto, non possono fruire neppure dei bagni della caserma né tantomeno possono cambiarsi di abito in macchina, visto che i piazzali interni sono chiusi e non rimane che parcheggiare fuori pagando la sosta.

Per questa ragione il Siap, presenterà queste istanze di protesta al responsabile/proprietario della struttura e chiederà interventi a tutela dei poliziotti.”


Sin qui l’intervento del sindacato.

A noi resta la domanda che ormai rischia di essere un noioso refrain: “Ma perché?”

Perché bisogna arrivare allo stremo, all’esasperazione quando non alla tragedia per risolvere problemi così evidenti e persino banali?

Ma perché?