Un partito rinnovato a partire dal simbolo da dove è scomparsa definitivamente la scritta “Nord” per rimanere soltanto quella della “Lega Salvini presidente”. A rimarcarlo più di una volta nel corso della presentazione dei candidati alle politiche del prossimo 4 marzo, è il leader regionale Angelo Attaguile candidato al collegio di Acireale per il Senato. Attaguile aveva accanto il deputato Carmelo Lo Monte, altro candidato nel collegio uninominale di Enna ma per la Camera dei Deputati e suo strettissimo collaboratore, e poi gli altri aspiranti parlamentari, Salvatore Scaletta, Maria Verdiglione, Carmelina Droise, Fabio Cantarella vicesindaco di Mascalucia e primo della lista alla Camera nel collegio acese, Angela Damigella, Luigi Melilli e Filippo Drago. GUARDA LA VIDEO INTERVISTA

Tutti i candidati sono locali, ha tenuto a sottolineare Attaguile, a voler rimarcare la vicinanza con il territorio isolano. Tranne Matteo Salvini che, afferma “è un onore avere in lista in Sicilia perché vuol dire che il nostro leader nazionale tiene molto al nostro territorio” e Antonella Faggi, candidata della Lombardia, in lista anche in Sicilia per via dell’obbligo di alternanza tra uomo e donna stabilito dalla legge elettorale. 

“Qualcuno ha voluto rivolgersi direttamente a Salvini per essere inserito in lista, ma il nostro leader ha rinviato ogni decisione alla dirigenza regionale -ammette sornione Attaguile-. Ci hanno provato” dice polemico. Il riferimento diretto è ad Anastasio Carrà, sindaco di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, e candidato anche alle scorse regionali senza successo, è arrivato secondo dei non eletti. “Ci dispiace per coloro che non sono stati inseriti -dichiara Attaguile- ma si dovevano fare scelte rivelatesi non poco dolorose ma necessarie. Ci sarà spazio per tutti ai prossimi appuntamenti, la Lega è in crescita, non mancheranno le occasioni”.

“Il nostro partito è in fase costituente -gli fa eco Lo Monte- ci sarà spazio per tutti, per coloro che hanno deciso di combattere insieme a noi. Il partito ha una classe dirigente vera adesso, non i soliti affaristi. Dirigenti che guardano al territorio e alle sue esigenze”.