Il 6 ottobre è caduto l’anniversario della scomparsa di un grande medico, Vito Giustolisi, Primario del Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele e presidente nazionale della Societa Italiana di Medicina d’Emergenza ed Urgenza, considerato uno dei padri della moderna organizzazione dei reparti d’urgenza. È stato commemorato questo sabato alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università di Catania e dell’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. Il prof. Beppe Condorelli, suo collega ed amico, ce ne ha inviato un breve intenso ricordo.

Credo che questa sia la volta buona: il Pronto Soccorso del Policlinico sarà inaugurato veramente il prossimo 18 novembre. Lo ha confermato l’Assessore Avv. Razza questa mattina, intervenendo alla commemorazione del dott. Vito Giustolisi, mio compagno di corso e mio amico, scomparso dieci anni addietro.

Dopo poco meno di quattro anni ho rimesso piede al Policlinico assieme ai ‘laureati 72’ il gruppo di cui, se ancora fosse stato tra noi, Vito avrebbe fatto parte; avevo giurato a me stesso che non avrei mai più messo piede da quelle parti, ma non ho potuto né voluto dire di no all’invito di Giuseppe Carpinteri, valente e valoroso Direttore del Pronto Soccorso, e non potevo mancare all’appello dei ‘ragazzi del ‘72’ di cui Vito, spiritualmente, fa parte.

Ma chi è stato Vito Giustolisi?

Presto detto: il fondatore dei Dipartimenti di Urgenza ed emergenza di Catania, e probabilmente di tutta la Sicilia. A Lui tutti dobbiamo qualcosa.

Ricordo ancora l’organizzazione dei vecchi pronto soccorso nei quali si alternavano chirurghi che non sapevano fare i medici e medici che non sapevano fare i chirurghi; una sorta di centro di smistamento, di distribuzione dei pazienti nei vari reparti con il rischio che i vari reparti non fossero in grado di affrontare l’emergenza.

Vito Giustolisi aveva sempre lavorato in Medicina Interna, con la formazione di un vero Internista, per la profonda conoscenza delle varie branche che compongono la medicina interna.

Se si prende oggi in mano un trattato (americano o inglese) di una specialità medica, c’è sempre un capitolo dedicato alle emergenze di quella specialità.

Non era così un quarto di secolo fa, ed il merito di Vito fu quello di saper estrarre, dal ‘corpus’ medico, che conosceva benissimo, tutte le possibili emergenze.

L’ultima volta, prima che si ammalasse – ed anche nella malattia ha dato dimostrazione di essere un vero Uomo – lo incontrai all’aeroporto di Firenze; Lui reduce da una riunione della Società di Medicina d’Urgenza in fieri, io da un soggiorno nel Mugello.

Il fortunato ritardo di due ore nella partenza, ci consentì di discutere un po’ di tutto: degli anni di università, dello stato della medicina, dei problemi non di organizzazione, ma di creazione di un dipartimento di emergenza, della formazione dei medici, del bagaglio conoscitivo necessario ad affrontare con competenza i diversi problemi, del reclutamento dei giovani medici.

Credo di poter dire che la maggior parte degli obiettivi Vito li ha raggiunti; ha creato un’ottima Scuola lasciando Allievi che fanno onore al Maestro.

Il prossimo 18 novembre Giuseppe Carpinteri ed i suoi bravissimi collaboratori si trasferiranno al Policlinico, ed il dott. Giampiero Bonaccorsi, mio compaesano, che conosco da sempre, che stimo e che spero diventi definitivamente il Direttore Generale del Policlinico, mi ha assicurato il massimo impegno perché questo Pronto Soccorso diventi uno dei più efficienti d’Italia.

Le persone ci sono e sicuramente verranno anche tutte le cose.

Vito Giustolisi era ateo e non volle un funerale religioso; io sono cattolico praticante, ma del Padreterno mi sono fatta una idea del tutto personale.

Sono convinto che molti cattolici finiranno all’inferno e molti atei in Paradiso.

Mi pare che Gesù Cristo, da qualche parte, abbia detto che qualunque cosa di buono avessero fatto al più piccolo degli uomini è come se l’avessero fatta a Lui stesso.

Non credo di dover aggiungere altro; nella Sua vita professionale Vito, per i più piccoli, ha sicuramente fatto tanto.