In effetti probabilmente non si era mai visto nel pieno di una difficile, e per molti definitiva, campagna elettorale che due esponenti regionali di partiti antagonisti sedessero allo stesso tavolo in una “occasione passerella” dal chiaro sapore propagandistico. È accaduto in occasione della presentazione del libro dell’ex parlamentare forzista Fabrizio Cicchitto che prova a celebrare la “storia” di Forza Italia proprio nella fase in cui la scelta di Miccichè di non candidare un catanese alle europee gli ha probabilmente dato il colpo di grazia, perdendo in un colpo oltre 300 amministratori con in testa niente meno che il sindaco di Catania Salvo Pogliese, il quale non perde l’occasione per irridere la “strana coppia”: “Miccichè tradisce centrodestra e ammicca al Pd. Inciucio evidente, noi alternativi a Crocetta e Bianco!”

In effetti i due politici hanno mostrato una certa affinità di comportamento, Enzo Bianco a Report e Gianfranco Miccichè a “Non è l’Arena”.

Ma è la presenza dei due fianco a fianco allo stesso evento a suscitare la reazione di quanti denunciano la prospettiva di inciuci che appaiono alquanto disperati.

“L’onorevole Gianfranco Miccichè che ammicca al Pd di Enzo Bianco continua ad assumere posizioni eretiche che danneggiano quel centrodestra da cui egli ormai si pone fuori, gettando la maschera sulle sue reali intenzioni di creare in Sicilia un pastrocchio antitetico alla storia di Forza Italia“.

Ad affermarlo il sindaco di Catania, Salvo Pogliese che approfitta per ricordare come Miccichè abbia assunto in aula una decisione che ha arrecato danno alla città di Catania: “Lo stesso presidente dell’Ars – aggiunge – che ha dichiarato irricevibile un emendamento che avrebbe permesso il recupero del fondo di garanzia indispensabile per garantire gli stipendi del Comune di Catania nonostante tutti i gruppi parlamentari lo condividessero, rivela che vuole fare un accordo con l’ex sindaco, sconfitto alle elezioni e sbugiardato dalla Corte dei Conti sulle responsabilità del dissesto, chiamato a recitare una parte imbarazzante in una commedia che va in scena sulla pelle dei siciliani e dei catanesi in particolare”.

“Di fronte alle evidenze di questo inciucio che forse ha radici più antiche della stretta attualità – sottolinea Pogliese – rimaniamo sempre più orgogliosi della scelta di centinaia di amministratori locali e migliaia di militanti di aver lasciato un partito ridotto da Miccichè allo sbando e senza una coerente linea politica, scegliendo invece la nostra alternatività alla sinistra di Crocetta e Bianco”.

Insomma, si alza la temperatura di una campagna elettorale che probabilmente segnerà l’avvio di una nuova stagione e la probabile ridefinizione della classe dirigente regionale, con molti che potrebbero trovare qualche buen retiro nelle bocciofile di provincia, sperando che almeno lì più danno di rompere le bocce non possano fare.