Dopo piazza Iolanda, inaugurata in pompa magna con cameramen al seguito e fontana rotta l’indomani, stesso identico copione per piazza Palestro

A piazza Palestro, davanti Porta Garibaldi, 14 zampilli su 48 non funzionavano già più, il giorno dopo l’inaugurazione ed i bagni pubblici sono rimasti chiusi, come scritto in un comunicato della stessa amministrazione che ha fatto sapere che tenterà di riparare quanto non funzionante dopo l’inaugurazione, bagni compresi. Ma allora, perché inaugurare un maquillage, perché di questo si tratta (la piazza fu riqualificata dall’Amministrazione Scapagnini) non ancora pronto?

Al solito, l’Amministrazione Bianco, lanciata in un progetto a detta loro magnifico e funzionale per la città, con la pulizia ed il controllo di alcune importanti piazze cittadine, ha finora fallito in toto.

Hanno iniziato con piazza Iolanda, facendo uno scivolone non da poco già il giorno dopo, con la fontana del tutto non funzionante, a cui hanno cercato di porre rimedio per non essere bersagliati ancor di più dalla stampa.

Ma i catanesi a cui importa continuano a chiedersi: cosa si deve fare per avere un risultato da parte della squadra del sindaco Bianco? A quanto pare nulla, perchè più questa si impegna, forse solo per finta, più rimedia figuracce, sotto gli occhi di tutti, cercando di recuperare in corso d’opera, quando però il danno è fatto.

Inutile anche sforzarsi, perchè l’amministrazione comunale catanese attuale sta assumendo sempre più i tratti di un’opera di Samuel Beckett, massimo esponente del teatro dell’assurdo. Ed infatti, come nella più nota opera del drammaturgo irlandese, “Aspettando Godot“, i catanesi attendono all’infinito dei veri risultati da parte dei loro governanti eletti, ottenendo solo prese in giro, sponsorizzate e reclamizzate quasi fossero cambiamenti epocali.

Si vedrà se questo circo concederà altri spettacoli, che all’apparenza procurano risate, ma in realtà rendono davvero tutti tristi, per quello che la città potrebbe essere e che era, e che oggi non è più, con la consapevolezza di aver creduto 4 anni fa a chi di fatto sta dimostrando di non essere all’altezza nemmeno di far zampillare una fontana se non davanti alle telecamere.