Sudpress se ne era occupato già il 5 luglio scorso, con un articolo che aveva messo a confronto le esperienze di Catania e Palermo in fatto di piste ciclabili. Un confronto ovviamente perso, neanche a dirlo. Oggi apprendiamo che l’Amministrazione Bianco, dopo aver messo a bando la realizzazione della pista ciclabile a Librino, di appena un chilometro per un importo di due milioni di euro, finalmente si accorge che c’è una pista ciclabile che marcisce da ben quattro anni sotto il suo naso. Come Sudpress vi aveva raccontato, la pista compresa tra le vie Di Prima, De Curtis, piazza Falcone e Marchese di Casalotto è da anni in balia di nessuno, nel caos più assoluto, senza una vera delimitazione, con una segnaletica evidentemente carente, divenuta parcheggio indisturbato di motorini e macchine

Per mettere in sesto questa pista ciclabile lasciata all’abbandono e non se ne capisce il perché, l’Amministrazione comunale, dopo aver stanziato due milioni di euro per la surreale pista di Librino,  adesso vuole correre ai ripari e ammette che ci vogliono 278mila euro e rotti per quella già esistente. Ma i soldi evidentemente non ci sono. E così il Comune decide di affidarsi a Mamma Regione partecipando ad un bando “per la messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali”.

Catania dovrà quindi partecipare, insieme agli altri enti locali di tutta la Sicilia, liberi consorzi isolani e città metropolitane di Palermo e Messina, in pratica tutte le città, ad una gara regionale, sperando di poterla vincere.

La pista, lo ricordiamo, fu progettata dalla Giunta Scapagnini e inaugurata da quella Stacanelli che però non riuscì a completarla fino a piazza Europa.

Non resta dunque che attendere l’esito dell’iniziativa regionale che, come scrive l’Amministrazione, rappresenta una “ulteriore opportunità atta a garantire altresì lo sviluppo e la messa in sicurezza di itinerari e percorsi ciclabili e pedonali”. In realtà a noi sembra che questa sia nei fatti l’unica degli ultimi quattro anni, vista l’indolenza dimostrata dal Comune con buona pace di chi quelle zone frequenta e vorrebbe anche poterle raggiungere tranquillamente in bicicletta.