Chiude in bellezza la sua brillante esperienza con una citazione a giudizio che è il più bel regalo che potessimo aspettarci perché con le indagini difensive e l’accesso a tutti gli atti necessari dimostreremo cosa hanno rappresentato davvero questi 4 anni di rettorato Pignataro. Qualora i nostri articoli sempre documentati non abbiano convinto tutti.  AGGIORNAMENTO: IL COMMENTO DEL PROF. CONDORELLI ALLA CITAZIONE.

L’antefatto: Il prof. Giacomo Pignataro, eletto Magnifico Rettore dell’Università di Catania il 28 febbraio 2013, viene dichiarato definitivamente decaduto con sentenza del CGA del 29 luglio 2016.

Fra le due date all’Università di Catania succede di tutto e di molto abbiamo dato notizia.

E’ noto anche che la sentenza del CGA non venne ben compresa dal prof. Pignataro, tanto da dover ricorrere a pareri e persino ad interpretazione autentica da parte della Corte prima di veder insediato al suo posto il Decano dell’Ateneo che, pure lui con qualche difficoltà, ha finalmente convocato le attese elezioni che si compiranno il prossimo 1 febbraio.

Il prof. Pignataro ha anche tentato, dichiarandolo pubblicamente, di ricandidarsi alla carica dalla quale era stato allontanato. Sarebbe stato interessante contarne i voti, ma qualcuno gli avrà fatto notare che non poteva proprio, essendogli inibito nero su bianco persino sul modulo per la presentazione della candidatura.

E così si arriva al “fatto di causa”.

Il 7 ottobre, quando diventa definitiva la notizia che l’Ateneo di Catania avrà finalmente un nuovo rettore, uno dei più noti conoscitori del mondo accademico catanese, il Professore e  clinico Giuseppe Condorelli invia alla nostra testata un suo commento che prontamente, come facciamo sempre, pubblichiamo.

Il titolo è evocativo “Addio Pignataro, addio” ed il testo dal chiaro, evidente, inconfondibile tono ironico e persino satirico, è certamente significativo di un opinione del tutto legittima, peraltro espressa nei confronti di un personaggio che ricopre alto incarico pubblico, e per ciò solo soggetto al giudizio della pubblica opinione senza che ciò possa essere illecitamente impedito con l’intimidazione, perfino giudiziaria.

Comprendiamo bene che queste valutazioni possano risultare complicate a comprendersi per chi ha così gravi difficoltà a capire persino una sentenza.

Ma torniamo alla citazione in cui sono contestate alcune affermazioni del prof. Condorelli:

“Sei stato il peggior rettore”;

“Non si potrebbe immaginare di peggio”;

“Hai fatto di tutto per tenere incollato il posteriore alla poltrona”.

A ciò si aggiungono altre valutazioni che invitiamo a leggere nell’atto di citazione che alleghiamo integralmente.

Vedremo cosa deciderà il giudice.

Per quel che ci riguarda siamo particolarmente lieti dell’atto che ci consentirà di accedere, per dimostrare la continenza della nostra pubblicazione, a tutti gli atti necessari e sinora coperti da quella “riservatezza” imposta dallo stesso rettore decaduto.

Siamo contenti anche perché trattandosi di una citazione in sede civile, cii consentirà anche di agire immediatamente in sede riconvenzionale, nella quale faremo valere anche il danno che con queste azioni temerarie si apporta ai diritti costituzionali di libertà di stampa ed opinione.

Per tutto il resto, ai nostri lettori basta inserire nel motore di ricerca della testata le parole magiche “Università Pignataro” per farsi un’idea della realtà dei fatti e basta anche inserire a parte “Sudpress querele” per comprendere quale sia la reazione di questa testata ai tentativi violenti di inibirne il dovere di garantire a questa città un’informazione che, per quanto sempre opinabile, si basa sempre su atti e documenti sempre pubblicati e mai confutati.

Attendiamo l’udienza del 16 maggio, “ore di rito”.

L’atto di citazione.

IL PROF. GIUSEPPE CONDORELLI COMMENTA L’ATTO DI CITAZIONE:

“Mi trovo nel Mugello da qualche giorno, e sapevo di essere stato cercato dall’ufficiale giudiziario al mio vecchissimo indirizzo di nove anni fa, quello rimasto negli uffici universitari. Questa mattina, da SUD, so perchè l’ufficiale giudiziario mi cerca: ritirerò la citazione al mio ritorno. Mi difenderà mia figlia.
Nei miei commenti ho sempre scritto che
1. considero Giacomo Pignataro un ottimo docente e gli ho sempre consigliato ( si veda ) di ritornare ai suoi studenti ai quali può dare moltissimo insegnando
2. ero certo che nel tormentone degli appalti, delle porte d’oro e della torre biologica, nemmeno un centesimo fosse andato nelle tasche di Pignataro
3. dell’Angiologo, prof Salvatore Santo Signorelli, ho scritto che è professionalmente un ottimo angiologo, noto in Italia, e che Pignataro avrebbe dovuto favorirlo facendo aprire una unità operativa di Angiologia Medica, indispensabile data la prevalenza delle malattie vescolari, e mancante al Policlinico. Il curriculum del prof Signorelli, che produrremo in giudizio, dimostra come da sempre abbia gestito solo un ambulatorio di angiologia. E dimostrerò, qualora ce ne fosse bisogno, quanto grande sia la distanza fra angiologia e medicina interna.
4. Non ricordo di avere mai scritto che Pignataro è stato cacciato da York; tutti dovrebbero visitare almeno una volta la Jagellonica di Cracovia e constatare cosa i Polacchi pensi o del comunismo
Pignataro è stato criticato come rettore, cioè come uomo pubblico, e mai sul piano personale; e, a differenza dell’ex Unione Sovietica, il diritto di critica esiste ancora.

FRA DUE GIORNI SI VOTA: VORREI CHE IL CANDIDATO PROF. BASILE, CHE DI PIGNATARO SI CONSIDERA UN CONTINUATORE, ESPRIMA SU QUESTE PAGINE LA SUA OPINIONE SU QUESTA CITAZIONE IN GIUDIZIO. UNA CONDIVISIONE DELLA STESSA DOVREBBE PREOCCUPARE, E NON POCO, CHI, IN ATENEO, VUOLE CHE SIA VIGENTE LA
LIBERTÀ DI OPINIONE, E QUINDI DI CRITICA, E DI STAMPA. IN SPECIAL MODO QUANDO LE CRITICHE SONO TESE A VOLERE UNA UNIVERSITÀ DEGNA DI TAL NOME CHE POI È QUELLA NELLA QUALE STUDIAI MEZZO SECOLO FA.”

Giuseppe Condorelli