“Disservizi” di assistenza alla Didattica. Questo è l’unico modo in cui può essere definito l’apporto che la PFE è stata in grado di fornire nella giornata di ieri all’ateneo di Catania, disservizi per i quali abbiamo ricevuto tante di quelle segnalazioni da aver ritenuto di verificare di persona andando suoi luoghi. Disorganizzazione, impreparazione e mancanza totale di criterio sono solo alcuni degli elementi emersi ieri, giorno d’esordio per la ditta la cui vicepresidenza è in mano all’indagato Totò Navarra. E se davvero chi ben comincia è a metà dell’opera, allora la PFE parte ancora da zero.

Il buongiorno si vede dal mattino: le voci che ci sono arrivarte fin dalle prime ore di ieri promettevano tempesta e hanno, purtroppo, ampiamente soddisfatto le aspettative. Non volevamo crederci, ed è per questo che, armati della solita voglia di verificare i fatti, e anche di una discreta incredulità, ci siamo recati a verificare la situazione di persona. Dalla nostra incursione a Farmacia, dalle telefonate con i rappresentanti degli studenti e dal feedback ricevuto dai dipendenti della PFE è emerso un quadro davvero sconvolgente e inaccettabile.

Decine e decine di studenti di Economia si sono trovati ad aspettare al freddo per più di un’ora e mezza l’apertura della loro facoltà. Ad Agraria invece la situazione è stata talmente paradossale che alla fine è stato il direttore generale a far entrare le auto, sollevando la sbarra con il suo badge per tutti i nuovi arrivati. Mentre a Farmacia si respirava un’aria nuova, talmente nuova che gli assistenti alla didattica non sapevano neanche dov’erano, quali fossero le chiavi da utilizzare o dove si trovassero le aule.

Questi sono solo alcuni dei molteplici disagi che nella mattinata di ieri si sono susseguiti nelle diverse sedi della nostra università. Ma a cosa sono dovuti? Per capirlo bisogna ascoltare le parole degli ex dipendenti della MPS, che abbiamo “ritrovato” e intervistato nuovamente sotto il palazzo della prefettura, intenti a portare avanti la loro protesta e a salvaguardare i propri diritti. Dalle loro parole, biglietto di presentazione di questo articolo, emergono nette e precise le cause di questi disagi, che vanno tristemente imputate all’assurda e aleatoria assegnazione dei turni da parte della PFE. I vertici della nuova ditta hanno infatti messo talmente tanta attenzione nell’assegnazione dei nuovi turni che ad alcuni dipartimenti sono stati assegnati dipendenti attualmente in malattia o che addirittura non hanno nemmeno firmato il nuovo contratto, e che quindi hanno a tutti gli effetti rinunciato al posto di lavoro!

Tutto questo “zelo” ha avuto ripercussioni sui servizi di assistenza alla didattica: in alcuni dipartimenti il personale era insufficiente, in altri letteralmente spaesato (essendo la prima volta che si trovava a mettervi piede). Quel che è ancor più grave è che in un clima di questo tipo non è stato fornito ai dipendenti nessuna informazione o piano d’azione relativamente a tutte le novità che il nuovo bando comporta, ma è stato supposto, in maniera quantomeno incurante, che tutto sarebbe continuato come prima. Solo che tutto non deve continuare come prima, proprio per contratto. Difatti con il nuovo bando i dipendenti addetti ai Servizi di Assistenza alla Didattica non si trovano più a dover aprire le strutture e a mettere gli allarmi, ma devono fornire esclusivamente i servizi presenti nel nuovo contratto:

E allora chi deve essere ad aprire? Il personale amministrativo di categoria B e C, ovvero i fantomatici e intoccabili strutturati, di cui però “storicamente”, a quanto ci riferiscono gli ex dipendenti MPS, non si è quasi mai vista traccia. E allora come fare? Dare per scontato che lo facciano al loro posto i dipendenti a cui non spetta per contratto è quantomeno una mossa poco corretta, ma purtroppo ieri è avvenuta, alla Torre Biologia e al Polo Basile.

Questa è solo l’onda lunga di tutta la serie di incongruenze ed ingiustizie che aleggiano attorno alla PFE, ne abbiamo già parlato in passato e continueremo sicuramente a parlarne affinché la situazione possa migliorare, per tutti.