Con ormai pochissime speranze di ottenere giustizia, il Catania è sceso finalmente in campo, dopo ben 118 giorni dall’ultima volta, strappando una vittoria che fa partire col piede giusto la rincorsa alla promozione da raggiungere sul campo.

Prima Manneh e poi Silvestri battono un Rende fino a ieri a punteggio pieno.

A meno di ulteriori rinvii, si attende ancora l’ufficialità perché la tifoseria si prepari a riabbracciare i rossazzurri settimana prossima al “Massimino” contro la Vibonese, ieri è finita la lunga estate caldissima del Calcio Catania, passata tra aule di “giustizia”, attendendo quella agognata promozione perfino festeggiata in piazza ma mai concretizzatasi.

Finalmente la parola passa al campo, con una squadra che sulla carta è la primissima candidata alla promozione, e per questo aveva già abbastanza pressione senza tutto ciò che è accaduto in questi ultimi mesi.

Il Catania parte con una vittoria, non magari spumeggiante, non particolarmente bella sul piano del gioco, ma dopo una preparazione così repentinamente cambiata e con tantissima ruggine da smaltire nelle gambe, al cospetto peraltro di una squadra che è partita con 9 punti in 3 gare, sarebbe stato troppo aspettarsi di dominare la gara per 90 minuti.

I ragazzi di mister Sottil portano comunque a casa il bottino pieno, sbancando un campo difficile, in un campionato dove vincere in trasferta è sempre impresa ardua. I primi 15 minuti avevano forse illuso che la pratica sarebbe stata di facile risoluzione, che la differenza tecnica tra le due squadre, evidentissima fino al gol del vantaggio di Manneh, arrivato alla terza nitida occasione, avrebbe reso la prima vittoria per Lodi e compagni una formalità.

Purtroppo, o per fortuna dipende dai punti di vista, il calcio, specie nelle categorie più basse, non è come un teorema matematico, non basta fare i conti sulla carta, ed una squadra già più atletica in assoluto e ben più avanti con la preparazione, mette sotto per tutto il resto del secondo tempo un centrocampo che con Lodi e Biagianti insieme, in questo momento soprattutto in trasferte impegnative, il Catania non può permettersi.

Così arriva il gol del pareggio dei padroni di casa, siglato da Awua, ed una superiorità dei calabresi a tratti schiacciante sul finire della prima frazione, con Pisseri a salvare miracolosamente la sua porta.

Arriva però l’intervallo in soccorso di mister Sottil, anche lui all’esordio sulla panchina di quella che fu la sua squadra anche da calciatore, che riordina i suoi mettendo il più dinamico Bucolo al posto di Biagianti ed il giovane e promettente Baraye per Scaglia.

Da lì in poi il Catania, pur non con la prepotenza tecnica del primo quarto d’ora, riprende le redini della situazione creando anche i presupposti per il colpaccio, soprattutto con due tiri da fuori di Lodi, un altro rispetto al primo tempo.

Pur trovandosi in netto deficit atletico rispetto agli avversari, per assurdo che sia, il Catania la spunta alla distanza, trovando con cinismo da vera squadra il gol vittoria, su angolo pennellato sempre di Lodi per la testa di Silvestri, lasciato troppo solo per poter fallire l’incornata della vittoria.

Il Catania soffre dunque, non elettrizza magari, ma ottiene il bottino pieno in una gara in cui, per i già citati mille motivi, era ingiusto chiedere di più.

Si parte col piede giusto, sperando che d’ora in poi sia il campo a parlare, permettendo a tutti di dimenticare lo scempio giuridico ed organizzativo visto in questi mesi.