Esiste il CUdA, una sorta di Coordinamento Unico di ricercatori, docenti, all’Università di Catania, e la cosa di per sé è una notiziola. In un comunicato apparso su “Liveunivesity”, poi, hanno sostenuto essere “sbagliata” la scelta di intitolare a Scapagnini, il prof. Umberto, l’Aula Magna della Torre Biologica.

È apparso il 1° aprile il comunicato; fosse stato un pesce sarebbe stato da ridere, ma ci credevano veramente nel legger quanto: “L’università non è una provincia separata nel tempo e nello spazio dal mondo che ci circonda”, hanno scritto.

Prima di citar lo spazio e prima di parlar del tempo, si chiedessero, almeno, dove stanno di casa: la Torre Biologica, dell’allora rettore Latteri, Ferdinando, porta il nome. La zia di Latteri, sorella del padre, anch’egli professore universitario, di Attilio Basile era la sposa; e a Attilio Basile, padre dell’attuale rettore, il magnifico Francesco è dedicato il polo didattico.

Il problema, però, è l’aula magna a Scapagnini. “caposcuola” di farmacologia, come definito dagli accademici, tra i suoi discepoli vantava un tale Napoleone Ferrara, che dell’angiogenesi è luminare di fama mondiale, basta veder il paginone che ha su wikipedia; vive e lavora negli Stati Uniti e chissà, forse perché nel suo sangue non scorre alcuna baronia?

https://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone_Ferrara

Mica il valore del prof. Umberto lo smentiscono quelli del CUdA, “intensa e prestigiosa” ne hanno definito la carriera ma c’è un però: Scapagnini “è stato condannato per abuso d’ufficio”, hanno aggiunto. La verità è ben altra: il peccato di Scapagnini è di essere stato il sindaco… del centrodestra. In fondo, sempre quella è la questione: certa Catania, come è stato sottolineato in un precedente articolo, non volendo riflettere sul presente sta in fissa col passato.

Restiamo al presente, dunque.

Questa va detta perché è divertente: proprio a Catania sono cominciate le riprese di “TuttApposto”, film di Roberto Lipari con, fra gli altri, altri si fa per dire, Luca Zingaretti, Monica Guerritore e Ninni Bruschetta; parla, manco a dirlo, di baronie e familismo. S’è girato a Palazzo degli Elefanti e s’è girato al Convitto Cutelli, s’è girato nell’ex Convento dei Crociferi e s’è girato nella Biblioteca Ursino Recupero; s’è girato dappertutto insomma, tranne che in luoghi che all’università appartengono. Motivo? si mormora che il Rettore, il Magnifico Francesco, non abbia prestato il consenso, sennò pareva brutto.

Un passaggio del comunicato del CUdA, piuttosto che a Scapagnini, al Rettore andrebbe dedicato: “Accade che l’università manifesti e riceva interesse da parte della politica”.

Ecco, l’“interesse della politica”: la moglie del Rettore, la Catalano, dottoressa Francesca, è vice presidente dell’Ordine dei Medici, consulente di Razza, Ruggero l’assessore alla Sanità e, infine, per non farsi mancare nulla, la Catalano, è persino coordinatrice provinciale di “Diventerà Bellissima”, che è solo il movimento del presidente della Regione: insomma, tra moglie e marito c’è pure il partito.

Il CUdA, su questo, ha mai proferito parola? la domanda che va domandata.

Ma all’università, si sa, è la realtà a superare la fantasia; puntuale è arrivato Licandro, l’insigne giurista; ordinario di Diritto Romano, Orazio, costa 120 mila euro per insegnare Papirologia, per 36 ore, nella facoltà di lettere; altro che romanista, un ultrà.

E mentre il Coordinamento Unico di ricercatori e docenti anche su questo sembra sia stato in silenzio, stiamo ancora qui a parlare di Umberto Scapagnini… buonanima.